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19 Gen

Codice della strada : art 189 CdS Investimento di pedone

L’art 189 cds ha natura di reato omissivo di pericolo e si perfeziona istantaneamente nel momento in cui il conducente del veicolo investitore viola l’obbligo di fermarsi, ponendo in essere, con il semplice allontanamento, una condotta contraria al precetto di legge, di talché il reato è configurabile anche se il conducente, allontanandosi, abbia agito in modo da rendere possibile la sua identificazione presentandosi successivamente al più vicino posto di polizia, dato che la finalità della norma è anche quella di rendere possibile l’accertamento immediato delle modalità e circostanze dell’incidente (cfr. sez. 4 n. 11195 del 12/2/2015, Rv. 262709; n. 3982 del 12/11/2002, Mancini V., Rv. 223499, in cui la Corte ha precisato che non è necessario che si debba riscontrare l’esistenza di un effettivo danno alle persone, peraltro non accertabile immediatamente nella sua sussistenza e consistenza e che una diversa interpretazione che collegasse l’obbligo di fermarsi alla condotta da cui sia derivato un danno effettivo alle persone limiterebbe l’ambito di operatività della fattispecie ai soli casi di macroscopica e immediata evidenza di lesioni o di morte). In altri termini, poichè l’elemento soggettivo può essere integrato anche dal dolo eventuale, ossia dalla consapevolezza del verificarsi di un incidente riconducibile al proprio comportamento che sia concretamente idoneo a produrre eventi lesivi, è del tutto irrilevante il riscontro della esistenza di un effettivo danno alle persone (cfr. Sez. 4 n. 17220 del 06/03/2012, Rv. 252374). È stato poi chiarito che – affinché il precetto dell’obbligo di fermarsi sia rispettato – occorre che l’agente effettui una fermata che, per le concrete modalità, gli consenta di rendersi conto dell’accaduto ed eventualmente mettersi in condizione di prestare assistenza ai feriti, e, comunque, di essere identificato ai fini della compiuta ricostruzione dell’accaduto e di eventuali azioni risarcitorie (cfr. sez. 4 n. 9212 del 11/2/2020, Milani anton, Rv. 278606; n. 20235 del 25/1/2006, Mischiatti, Rv. 234581) Sez. QUARTA PENALE, Sentenza n.7926 del 01/03/2021 (ECLI:IT:CASS:2021:7926PEN), udienza del 05/11/2020, Presidente IZZO FAUSTO  Relatore CIAMPI FRANCESCO MARIA 

19 Gen

Penale : art 628 cp Rapina

Risulta indubbia la qualificazione dei fatti in termini di rapina in quanto – da una parte – il carattere temporaneo dell’impossessamento non rileva perché il reato di rapina si consuma nel momento in cui la cosa sottratta cade nel dominio esclusivo del soggetto agente, anche se per breve tempo e nello stesso luogo in cui si è verificata la sottrazione, e pur se, subito dopo il breve impossessamento, il soggetto agente sia costretto a o decida di abbandonare la cosa sottratta per l’intervento dell’avente diritto o della Forza pubblica (Sez. 2, Sentenza n. 35006 del 09/06/2010 Rv. 248611 – 01) e – dall’altra -nel delitto di rapina il profitto perseguito può concretarsi in qualsiasi utilità, anche solo morale, in qualsiasi soddisfazione o godimento che l’agente si riprometta di ritrarre, anche non immediatamente, dalla propria azione, purché questa sia attuata impossessandosi con violenza o minaccia della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene. Sez. 2, Sentenza n. 44378 del 25/11/2010 Rv. 248945 – 01; Sez. 2, Sentenza n. 7778 del 14/02/1990 Rv. 184507 – 01).

Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.7566 del 26/02/2021 (ECLI:IT:CASS:2021:7566PEN), udienza del 09/02/2021, Presidente DIOTALLEVI GIOVANNI  Relatore TUTINELLI VINCENZO 

19 Gen

Penale : art 56 cp Atti preparatori

È noto che per la configurabilità del tentativo è richiesta la commissione di atti idonei, diretti in modo non equivoco a commettere un delitto. L’idoneità dell’atto è, quindi, la sua capacità di produrre l’evento che rende consumato il delitto voluto, considerata nella sua potenzialità, e valutata con giudizio “ex ante”, che tenga conto delle circostanze in cui opera l’agente e delle modalità dell’azione, si da determinarne la reale ed effettiva adeguatezza causale e l’attitudine a creare una situazione di pericolo attuale e concreto di lesione del bene protetto dalla norma incriminatrice, al momento in cui l’agente ha posto in essere la sua condotta (cfr. Cass. Sez. 2^, sent. n. 21955/2005 Rv. 231966; Sez. 5^, sent. n. 23706/2004, Riv. 229135; Sez. 2^, sent. n. 7630/2004 Riv. 228557; Sez. 2^, sent. n. 40343/2003, Riv. 227363).    Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.7459 del 25/02/2021 (ECLI:IT:CASS:2021:7459PEN), udienza del 17/12/2020, Presidente VERGA GIOVANNA  Relatore BORSELLINO MARIA DANIELA 

19 Gen

Codice della strada : Investimento pedone responsabilità

Sempre in tema di pedoni, questa Corte ha più volte affermato che, in tema di reati colposi (omicidio o lesioni) posti in essere nell’ambito della circolazione stradale, per escludere la responsabilità del conducente per l’investimento del pedone è necessario che la condotta di quest’ultimo si ponga come causa eccezionale ed atipica, imprevista e imprevedibile dell’evento, che sia stata da sola sufficiente a produrlo (così questa Sez. 4, sent. n. 10635/2013 e, nello stesso senso sent. 33207/2013 secondo cui “il conducente del veicolo va esente da responsabilità per l’investimento di un pedone quando la condotta della vittima configuri, per i suoi caratteri, una vera e propria causa eccezionale, atipica, non prevista né prevedi- bile, da sola sufficiente a produrre l’evento, circostanza questa configurabile ove il conducente medesimo, per motivi estranei ad ogni suo obbligo di diligenza, si sia trovato nell’oggettiva impossibilità di notare il pedone e di osservarne tempestivamente i movimenti, attuati in modo rapido, inatteso ed imprevedibile”).

   Sez. QUARTA PENALE, Sentenza n.7094 del 24/02/2021 (ECLI:IT:CASS:2021:7094PEN), udienza del 27/01/2021, Presidente CIAMPI FRANCESCO MARIA  Relatore PEZZELLA VINCENZO 

12 Gen

Polizia Giudiziaria: Art 628 cp è rapina appropriarsi del telefono del coniuge per trovare tracce di infedeltà

Nel delitto di rapina il profitto può concretarsi in ogni utilità, anche solo morale, nonché in qualsiasi soddisfazione o godimento che l’agente si riprometta di ritrarre, anche non immediatamente, dalla propria azione, purché questa sia attuata impossessandosi con violenza o minaccia della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto sussistente il dolo specifico del reato di rapina nella ingiusta utilità morale perseguita dall’imputato, che aveva sottratto mediante violenza alla ex fidanzata il telefono cellulare, al fine di rivelare al padre della donna, la relazione sentimentale che questa aveva instaurato con un altro uomo). (Sez. 2, Sentenza n. 11467 del 10/03/2015 Ud. (dep. 19/03/2015) Rv. 263163 – 01 3. Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.8821 del 04/03/2021 (ECLI:IT:CASS:2021:8821PEN), udienza del 04/02/2021, Presidente RAGO GEPPINO  Relatore BORSELLINO MARIA DANIELA 

12 Gen

Codice Penale: Art. 5 cp Conoscenza presunta legge penale

D’altra parte, essendo la conoscenza della legge penale presunta dall’art. 5 cod. pen., quando l’agente abbia posto in essere coscientemente e con volontà libera un fatto vietato dalla legge penale, il dolo deve essere ritenuto sussistente, senza che sia necessaria la consapevolezza dell’agente di compiere un’azione illegittima o antisociale sia nel senso di consapevolezza della contrarietà alla legge penale sia nel senso di contrarietà con i fini della comunità organizzata.

   Sez. SETTIMA PENALE, Ordinanza n.7859 del 01/03/2021 (ECLI:IT:CASS:2021:7859PEN), udienza del 16/07/2020, Presidente TARDIO ANGELA  Relatore FIORDALISI DOMENICO 

12 Gen

Codice della strada Velocità

Deve premettersi che, secondo la consolidata giurisprudenza di legittimità, il limite massimo di velocità non va confuso con l’obbligo di adeguare la velocità del veicolo alle particolari circostanze di tempo e dei luoghi. Ne consegue che, mentre detto limite non può in alcun caso essere superato, anche una velocità inferiore può ben risultare inadeguata alle circostanze e costituisce ragione di responsabilità penale per colpa, se si ponga come causa di infortunio alle persone (v. ex multis Sez. 4, n. 2539 del 15/02/1996 Ud. -dep. 06/03/1996- Rv. 204178).    Sez. QUARTA PENALE, Sentenza n.7115 del 24/02/2021 (ECLI:IT:CASS:2021:7115PEN), udienza del 09/02/2021, Presidente MENICHETTI CARLA  Relatore TANGA ANTONIO LEONARDO 

12 Gen

Ambiente: Rifiuti sanzione amministrativa al privato che smaltisce rifiuti

Va così ricordato che é stato altresì ritenuto che il soggetto privato, non titolare di una attività di impresa o responsabile di un ente, che abbandoni in modo incontrollato un proprio rifiuto e che, a tal fine, lo trasporti occasionalmente nel luogo ove lo stesso verrà abbandonato, risponde solo dell’illecito amministrativo di cui all’art. 255 del d.lgs. n. 152 del 2006 per l’abbandono e non anche del reato di trasporto abusivo previsto dall’art. 256, comma primo, del d.lgs. cit., in quanto il trasporto costituisce solo la fase preliminare e preparatoria rispetto alla condotta finale di abbandono, nella quale rimane assorbito (Sez. 3, n. 41352 del 10/06/2014, Parpaiola, Rv. 260648).

   Sez. TERZA PENALE, Sentenza n.6149 del 17/02/2021 (ECLI:IT:CASS:2021:6149PEN), udienza del 08/10/2020, Presidente DI NICOLA VITO  Relatore CERRONI CLAUDIO 

3 Gen

Esercizi pubblici: Sanzione per la mancata accettazione di pagamenti effettuati con carte di credito

L’art 19 ter del D.L. 06.11.2021, n. 152 convertito con Legge 29.12.2021 nr 233  recante:  «Disposizioni  urgenti  per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose»,  pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nr n.310 del 31.12.2021, ha introdotto la sanzione per  la mancata accettazione di pagamenti, di qualsiasi  importo,  effettuati con carte di debito e credito, la sanzione amministrativa per  tale violazione è di una somma pari a 30 euro, aumentata del 4  per  cento  del  valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento. Per  la citata sanzione si applicano le procedure e i termini  previsti  dalla legge 24 novembre 1981, n.  689,  a  eccezione  dell’articolo  16  in materia di pagamento in  misura  ridotta.  L’autorità’  competente  a ricevere il rapporto di cui all’articolo 17 della medesima  legge  n. 689 del 1981 e’ il prefetto della  provincia  nella  quale  e’  stata commessa  la  violazione.  La sanzione decorre dal  01 gennaio 2023

28 Dic

Penale: Art. 624 cp Il fruitore risponde del furto energia elettrica anche se allaccio è stato eseguito da persona diversa

Nel caso di furto di energia elettrica, va ribadito che l’aggravante della violenza sulle cose ex art. 625, primo comma, n. 2), cod. pen. sussiste tutte le volte in cui il soggetto, per commettere il fatto, fa uso di energia fisica, provocando la rottura, il guasto, il danneggiamento, la trasformazione della cosa altrui o determinandone il mutamento nella destinazione, come quando la sottrazione dell’energia avviene mediante l’allacciamento diretto alla rete di distribuzione, perché tale attività comporta il necessario danneggiamento, seppure marginale, per distacco dei fili conduttori (Sez. 4, n. 23660 del 23/11/2012, dep. 2013, Camerino, Rv. 256190; Sez. 4, n. 27445 del 04/06/2008, Randazzo, Rv. 240888). Inoltre, è configurabile anche se l’allacciamento abusivo alla rete di distribuzione è materialmente compiuto da persona diversa dall’imputato che si limiti a fare uso dell’allaccio altrui. Si tratta, infatti, di circostanza di natura oggettiva, valutabile a carico dell’agente se conosciuta o ignorata per colpa, con la conseguenza che la distinzione tra l’autore della manomissione e il beneficiario dell’energia può rilevare, ai fini della configurabilità del reato o della circostanza aggravante, solo nel caso in cui incida sull’elemento soggettivo (Sez. 4, n. 5973 del 05/02/2020, Mariella, Rv. 278438; Sez. 5, n. 32025 del 19/02/2014, Rizzuto, Rv. 261745).    Sez. SESTA PENALE, Sentenza n.8333 del 02/03/2021 (ECLI:IT:CASS:2021:8333PEN), udienza del 13/01/2021, Presidente BRICCHETTI RENATO GIUSEPPE  Relatore COSTANZO ANGELO