Furto :- Art 624 cp Furto monitorato da agenti di pg è consumato

29 Nov

Furto :- Art 624 cp Furto monitorato da agenti di pg è consumato

Ha correttamente ritenuto integrata la forma consumata del reato, nonostante questo fosse stato commesso mentre gli imputati venivano osservati dai Carabinieri. Va al riguardo osservato che, in riferimento al monitoraggio dell’azione da parte delle forze dell’ordine, secondo il costante avviso della giurisprudenza di legittimità, integra il reato di furto nella forma consumata la condotta di colui che, subito dopo l’impossessamento, venga inseguito e bloccato dalla polizia giudiziaria che l’aveva osservato a distanza, in quanto il criterio distintivo tra consumazione e tentativo risiede nella circostanza che l’imputato consegua, anche se per breve tempo, la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva. L’osservazione a distanza da parte degli agenti non assume rilevanza ai fini della configurabilità del reato nella forma tentata poiché tale “studio” non solo non avviene ad opera della persona offesa, ma neppure impedisce il conseguimento dell’autonomo possesso della res, prima dell’arresto in flagranza (Sez. 5, Sentenza n. 48880 del 17/09/2018, S., Rv. 274016; Sez. 5, n. 26749 del 11/04/2016, Ouerghi, Rv. 267266). Sez. QUINTA PENALE, Sentenza n.43060 del 14/11/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:43060PEN), udienza del 15/07/2022, Presidente PEZZULLO ROSA  Relatore CIRILLO PIERANGELO

29 Nov

Polizia Giudiziaria :- Art 495 cp False dichiarazioni sulla propria identità

Si è affermato che integra il reato di cui all’art. 495 cod. pen. la condotta di colui che, privo di documenti di identificazione, fornisca ai carabinieri, nel corso di un controllo stradale, false dichiarazioni sulla propria identità, considerato che dette dichiarazioni – in assenza di altri mezzi di identificazione – rivestono carattere di attestazione preordinata a garantire 2 »9 al pubblico ufficiale le proprie qualità personali, e, quindi, ove mendaci, ad integrare la falsa attestazione che costituisce l’elemento distintivo del reato di cui all’art. 495 cod. pen., nel testo modificato dalla legge n. 125 del 2008, rispetto all’ipotesi di reato di cui all’art. 496 cod. pen. (Sez. 5, n. 7286 del 26/11/2014, dep. 2015, Sdiri, Rv. 262658). Nella fattispecie, è indubbio che la dichiarazione delle generalità fosse destinata alla formazione di un atto pubblico, nell’ambito dell’attività di controllo della polizia. Ed invero, appare del tutto irrilevante insistere sulla circostanza che, “al momento” della richiesta di generalità formulata dalle forze di polizia, la dichiarazione del ricorrente non fosse destinata ad essere trasfusa in un atto pubblico. Infatti, è considerazione comune, che non soffre smentite, quella che considera come ogni controllo di polizia sfoci nella redazione di un atto pubblico, quantomeno che attesti con verbale le operazioni compiute ovvero annoti il controllo ed i dati nominativi di colui il quale vi sia stato sottoposto. Anche sotto collegato, ma distinto profilo, è pacifico convincimento interpretativo ritenere che integri il reato di cui all’art. 495 cod. pen. – e non il meno grave e residuale reato di cui all’art. 496 cod. pen., che punisce le sole dichiarazioni mendaci rilasciate, oltre che al pubblico ufficiale, anche a persona incaricata di pubblico servizio – la condotta di colui che, privo di documenti di identificazione, fornisca al capotreno, nel corso del servizio di controllo dei biglietti, false dichiarazioni sulla propria identità, rivestendo dette dichiarazioni, in assenza di altri mezzi di identificazione, carattere di attestazione preordinata a garantire al pubblico ufficiale le proprie qualità personali (Sez. 5, n.47044 del 10/07/2019, Lauro, Rv. 277839; Sez. 5, n. 25649 del 13/02/2018, Popescu, Rv. 273324). Sez. QUINTA PENALE, Sentenza n.44209 del 21/11/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:44209PEN), udienza del 29/09/2022, Presidente CATENA ROSSELLA  Relatore BRANCACCIO MATILDE

29 Nov

Pronunce :- Dolo eventuale colpa cosciente

In tema di elemento soggettivo del reato, le Sezioni Unite hanno tracciato chiaramente il discrimen tra il dolo eventuale e la colpa cosciente, affermando che ricorre il primo quando l’agente si sia chiaramente rappresentata la significativa possibilità di verificazione dell’evento concreto e ciò nonostante, dopo aver considerato il fine perseguito e l’eventuale prezzo da pagare, si sia determinato ad agire comunque, anche a costo di causare l’evento lesivo, aderendo ad esso, per il caso in cui si verifichi; ricorre invece la colpa cosciente quando la volontà dell’agente non è diretta verso l’evento ed egli, pur avendo concretamente presente la connessione causale tra la violazione delle norme cautelari e l’evento illecito, si astiene dall’agire doveroso per trascuratezza, imperizia, insipienza, irragionevolezza o altro biasimevole motivo (Sez. U, n. 38343 del 24/04/2014 Ud. (dep. 18/09/2014 ), Espenhahn e altri, Rv. 26110401). Le Sezioni unite hanno, dunque, rimarcato la centralità nel dolo eventuale della componente volitiva dell’elemento soggettivo, affermando che “se la previsione è elemento anche della colpa cosciente è sul piano della volizione che va ricercata la distinzione tra dolo eventuale e colpa cosciente”, laddove “la colpevolezza per l’accettazione del rischio non consentito corrisponde alla colpevolezza propria del reato colposo non alla più grave colpevolezza che caratterizza il reato doloso”. Ai fini della configurabilità del dolo eventuale, pertanto, non basta “la previsione del possibile verificarsi dell’evento; è necessario anche – e soprattutto – che l’evento sia considerato come prezzo (eventuale) da pagare per il raggiungimento di un determinato risultato”. Nella prospettiva tracciata dalle Sezioni Unite ( par. 50) dirimente ai fini della configurabilità del dolo eventuale è un “atteggiamento psichico che indichi una qualche adesione all’evento per il caso che esso si verifichi quale conseguenza non direttamente voluta della propria condotta”. Nella consapevolezza della complessità dell’accertamento giudiziale, le Sezioni Unite hanno enucleato alcuni indicatori del dolo eventuale, quali: a) la lontananza della condotta tenuta da quella doverosa; b) la personalità e le pregresse esperienze dell’agente; c) la durata e la ripetizione dell’azione; d) il comportamento successivo al fatto; e) il fine della condotta e la compatibilità con esso delle conseguenze collaterali; f) la probabilità di verificazione dell’evento; g) le conseguenze negative anche per l’autore in caso di sua verificazione; h) il contesto lecito o illecito in cui si è svolta l’azione nonché la possibilità di ritenere, alla stregua delle concrete acquisizioni probatorie, che l’agente non si sarebbe trattenuto dalla condotta illecita neppure se avesse avuto contezza della sicura verificazione dell’evento (c.d. formula di Frank). Questo vuol dire che, per la configurabilità del dolo eventuale, anche ai fini della distinzione rispetto alla colpa cosciente, occorre la rigorosa dimostrazione che l’agente si sia confrontato con la specifica categoria di evento che si è verificata nella fattispecie concreta, aderendo psicologicamente ad essa potendo fondarsi sugli indicatori sopra richiamati nell’indagine giudiziaria volta a ricostruire l'”iter” e l’esito del processo decisionale, può (Sez. 5, n. 23992 del 23/02/2015 Rv. 265306). 3.1. Può dirsi, quindi, che sussiste il dolo eventuale, e non la colpa cosciente, quando l’agente si sia rappresentato la significativa possibilità di verificazione dell’evento e si sia determinato ad agire comunque, anche a costo di cagionarlo come sviluppo collaterale o accidentale, ma comunque preventivamente accettato, della propria azione, in modo tale che, sul piano del giudizio controfattuale, possa concludersi che egli non si sarebbe trattenuto dal porre in essere la condotta illecita, neppure se avesse avuto contezza della sicura verificazione dell’evento medesimo. ( Sez. 1, n. 18220 del 11/03/2015 Rv. 263856). Mentre, ricorre la colpa cosciente quando la volontà dell’agente non è diretta verso l’evento ed egli, pur avendo concretamente presente la connessione causale tra la violazione delle norme cautelari e l’evento illecito, si astiene dall’agire doveroso per trascuratezza, imperizia, insipienza, irragionevolezza o altro biasimevole motivo (Sez. 4, n. 35585 del 12/05/2017, Rv. 270776; conf. Rv. 271158). Sez. QUINTA PENALE, Sentenza n.44407 del 22/11/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:44407PEN), udienza del 10/10/2022, Presidente PALLA STEFANO  Relatore BELMONTE MARIA TERESA

29 Nov

Penale :- Art 624 cp Furto Consumato

Ai fini della consumazione del delitto di furto, è sufficiente che la cosa sottratta sia passata, anche per breve tempo, sotto l’autonoma disponibilità dell’agente ed anzi il reato può dirsi consumato anche nell’ipotesi in cui la cosa sia sottratta al possessore e l’agente se ne sia impossessato per un brevissimo periodo di tempo, sfuggendo alla cerchia di vigilanza di quest’ultimo (Sez. 4, n. 31461 del 3/7/2002, Carbone, Rv. 222270; Sez. 4, n. 13505 del 4/3/2020, Shehi, Rv. 279134). Non rileva, infatti, che l’agente – come nel caso di specie – sia stato costretto ad abbandonare la refurtiva, immediatamente dopo la sottrazione, per l’intervento della persona offesa ovvero delle forze di polizia da questa chiamate in soccorso ovvero di un terzo estraneo alla sfera di vigilanza del possessore derubato (vedi, in proposito, Sez. 4, n. 31461 del 3/7/2002, Carbone, Rv. 222270; Sez. 5, n. 21881 del 9/4/2010, Mezzasalma, Rv. 247311; Sez. 4, n. 11683 del 27/11/2018, dep. 2019, Arena, Rv. 275278). Sez. SETTIMA PENALE, Ordinanza n.44307 del 22/11/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:44307PEN), udienza del 05/10/2022, Presidente PEZZULLO ROSA  Relatore BRANCACCIO MATILDE

29 Nov

Ricettazione :-  Art 648 bis cp Riciclaggio

L’apporre targhe su un veicolo privo di targhe e di documento di circolazione è un comportamento che, anche da un punto di vista di elemento soggettivo, ostacola l’identificazione della provenienza delittuosa dello stesso; si deve poi ribadire che ai fini della configurabilità del reato di riciclaggio, la prova dell’elemento soggettivo può essere raggiunta anche sulla base dell’omessa o non attendibile (come ritenuto nel caso in esame) indicazione della provenienza della cosa ricevuta, la quale è sicuramente rivelatrice della volontà di trasformazione della stessa per impedire l’identificazione della sua origine delittuosa; Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.44180 del 21/11/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:44180PEN), udienza del 04/10/2022, Presidente BELTRANI SERGIO  Relatore COSCIONI GIUSEPPE

25 Nov

Codice della strada: Art. 186 CdS Avviso non richiede formule sacramentali

Giova richiamare, sul tema, il consolidato orientamento di questa Corte secondo cui l’avvertimento del diritto all’assistenza del difensore (art. 114 disp. att. cod. proc. pen.), rivolto all’indagato dalla polizia giudiziaria per il compimento degli atti indicati dall’art. 356 cod. proc. pen., non necessita di formule sacramentali, purché sia idoneo al raggiungimento dello scopo, ovvero quello di avvisare colui che non possiede conoscenze tecnico-processuali del fatto che, tra i propri diritti, vi è la facoltà di nominare un difensore che lo assista durante l’atto (Sez. 3, n. 23697 del 01/03/2016, Rv. 266825 – 01; Sez. 3, n. 4945 del 17/01/2012, Rv. 252034 – 01).

Sez. QUARTA PENALE, Sentenza n.44552 del 23/11/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:44552PEN), udienza del 28/10/2022, Presidente MONTAGNI ANDREA  Relatore NOCERA ANDREA

25 Nov

Autovelox: Contestazione differita a mezzo di autovelox

Contestazione differita a mezzo di autovelox – Infrazione commessa su strada extraurbana principale – Indicazione nella motivazione del decreto prefettizio di autorizzazione –

In caso di contestazione differita a mezzo di autovelox relativa ad infrazione commessa su strada extraurbana principale, non è necessaria l’indicazione nella motivazione del decreto prefettizio di ricomprensione della strada tra quelle su cui è possibile l’accertamento differito della violazione, atteso che, ex artt. 210, comma 1 quater, del codice della strada, e 4, comma 2, del d.l. n. 121 del 2002 (conv. con modif. dalla l. n. 168 del 2002), le ragioni che esimono gli accertatori dalla contestazione immediata sono direttamente evincibili dalle disposizioni di legge che le reputano in via generale sussistenti in base alle caratteristiche della circolazione, mentre solo per le strade diverse da quelle extraurbane principali non possono che essere desumibili dal decreto prefettizio che autorizza su di esse l’accertamento differito tramite autovelox.  Sez. 6 – 2, Ordinanza n. 26959 del 14/09/2022 (Rv. 665841 – 01)  Presidente: ORILIA LORENZO. Estensore: DONGIACOMO GIUSEPPE. Relatore: DONGIACOMO GIUSEPPE.  V. (FAIULO VITO) contro C.  Rigetta, TRIBUNALE BRINDISI, 17/12/2020  Riferimenti normativi: Cod. Strada art. 210 com. 1, Decreto Legge 20/06/2002 num. 121 art. 4 com. 2 CORTE COST., Legge 01/08/2002 num. 168 CORTE COST.  Massime precedenti Vedi: N. 24214 del 2018 Rv. 650642 – 01

25 Nov

Codice della strada : Contestazione immediata delle infrazioni

Contestazione immediata delle infrazioni – Fermo del veicolo a tali fini – Deroga in riferimento a determinate strade individuate da provvedimento prefettizio ex art. 4 del d.l. n. 121 del 2002 – Valutazioni alla base di detto provvedimento – Caratteri – Merito dell’attività amministrativa – Sussistenza – Fondamento – Conseguenze – Sindacato da parte dell’autorità giudiziaria (ordinaria o amministrativa) – Esclusione.

In materia di circolazione stradale, l’art. 4 del d.l. n. 121 del 2002, conv., con modif., dalla l. n. 168 del 2002, nel demandare al prefetto l’individuazione delle strade (o di singoli tratti di esse), diverse dalle autostrade o dalle strade extraurbane principali, nelle quali non è possibile il fermo di un veicolo, ai fini della contestazione immediata delle infrazioni, senza che venga recato pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico od all’incolumità degli agenti operanti o dei soggetti controllati, subordina tale provvedimento a una pluralità di valutazioni non solo strettamente tecniche, ma anche ampiamente discrezionali, che, in quanto attinenti al merito dell’attività amministrativa, non sono suscettibili di sindacato da parte dell’autorità giudiziaria, ordinaria od amministrativa, il cui potere di valutazione, ai fini della disapplicazione per l’una o l’annullamento per l’altra, è limitato all’accertamento dei soli vizi di legittimità dell’atto.

Sez. 2 – , Ordinanza n. 27401 del 20/09/2022 (Rv. 665695 – 01)  Presidente: DI VIRGILIO ROSA MARIA. Estensore: GIANNACCARI ROSSANA. Relatore: GIANNACCARI ROSSANA.  D. (ARENA ANTONINO) contro C.  Rigetta, TRIBUNALE TERMINI IMERESE, 26/04/2018  Riferimenti normativi: Decreto Legge 20/06/2002 num. 121 art. 4 CORTE COST., Legge 01/08/2002 num. 168 CORTE COST.  Massime precedenti Conformi: N. 4242 del 2010 Rv. 611901 – 01

25 Nov

Penale : Art. 385 cp Evasione

In tema di aggravamento delle misure cautelari, rientra tra i poteri discrezionali del giudice la sostituzione della misura in atto con una più grave, quale che sia la prescrizione violata, previa verifica di una condotta di trasgressione che presenti caratteri rivelatori della sopravvenuta inadeguatezza della misura in corso a fronteggiare le inalterate esigenze cautelari. (cfr., in tal senso, tra le tante, Sez. 6 – , Sentenza n. 58435 del 04/12/2018, D’Albenzio Emilia, Rv. 275040 – 01; Sez. 5 – , Sentenza n. 36060 del 09/10/2020, Hajdari Gennaro, Rv. 280036 – 01, in cui la Corte, d’altra parte, ha chiarito che il giudizio sulla gravità della condotta trasgressiva è riservato al giudice del merito e, ove fornito di adeguata, corretta e logica motivazione, non è sindacabile in sede di legittimità). Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.44376 del 22/11/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:44376PEN), udienza del 13/10/2022, Presidente DIOTALLEVI GIOVANNI  Relatore CIANFROCCA PIERLUIGI

25 Nov

Penale : Art. 62 co 1 nr 6 cp  Risarcimento Danno

“Ai fini della configurabilità della circostanza attenuante di cui all’art. 62, comma primo, n. 6 cod. pen., il risarcimento del danno deve essere integrale e la valutazione sulla sua congruità è rimessa al giudice, che può anche disattendere un eventuale accordo transattivo intervenuto tra le parti.” (Sez. 2, n. 53023 del 23/11/2016, Casti, Rv. 268714). Sez. QUINTA PENALE, Sentenza n.44675 del 24/11/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:44675PEN), udienza del 27/09/2022, Presidente PEZZULLO ROSA  Relatore CATENA ROSSELLA