Codice della strada: Art. 186 CdS  Rifiuto – in caso di rifiuto non sussiste obbligo di dare avviso al difensore

18 Lug

Codice della strada: Art. 186 CdS  Rifiuto – in caso di rifiuto non sussiste obbligo di dare avviso al difensore

L’obbligo di dare avviso al conducente della facoltà di farsi assistere da un difensore per l’attuazione dell’alcoltest non sussiste in caso di rifiuto di sottoporsi all’accertamento, in quanto la presenza del difensore è funzionale a garantire che l’atto in questione, in quanto non ripetibile, sia condotto nel rispetto dei diritti della persona sottoposta alle indagini (così, tra le tante, Sez. 4, n. 33594 del 10/02/2021, Brunelli, Rv. 281745-01; Sez. 4, n. 16816 del 14/01/2021, Pizio, Rv. 281072-01; Sez. 4, n. 29939 del 23/09/2020, Merlino, Rv. 280028-01; Sez. 4, n. 34355 del 25/11/2020, Cavalieri, Rv. 279920-01; Sez. 4, n. 4896 del 16/01/2020, Lachhab Adel, Rv. 278579-01) Ciò in quanto l’avvertimento ex art.114 disp. att. cod. proc. pen. è previsto nell’ambito del procedimento volto a verificare la presenza dello stato di ebbrezza, e l’eventuale presenza del difensore è finalizzata a garantire che il compimento dell’atto in questione, in quanto a sorpresa e non ripetibile, venga condotto nel rispetto dei diritti della persona sottoposta alle indagini. Il procedimento, in altri termini, è certamente in corso allorquando si registra il rifiuto dell’interessato di sottoporsi all’alcoltest ma a questo punto, e nel momento stesso del rifiuto, viene integrato il fatto reato sanzionato dall’art. 186, comma 7, cod. strada. E’ stato osservato, ancora, che l’art. 354 cod. proc. pen., riguardante gli accertamenti urgenti demandati alla polizia giudiziaria, laddove adopera la locuzione «nel procedere al compimento degli atti», indica chiaramente il momento in cui ci si accinge a compiere l’atto, nella specie di rilevazione dell’alcolemia mediante etilometro, e perciò, se ci si sta apprestando a compiere l’atto, significa che l’interessato vi abbia acconsentito. Il rifiuto eventuale – e con esso il reato istantaneo di cui all’art. 186, comma 7, cod. strada – è da considerarsi che avvenga in un momento antecedente. Ritiene il Collegio che militi a favore di siffatta interpretazione anche il testo dell’art. 379, comma 3, del Regolamento di esecuzione ed at1:uazione del codice della strada, nel quale, disponendo sull’accertamento della guida in stato di ebbrezza e sulle modalità di verbalizzazione da parte degli operanti, si prevede che «Nel procedere ai predetti accertamenti, ovvero qualora si provveda a documentare il rifiuto opposto dall’interessato, resta fermo in ogni caso il compito dei verbalizzanti di indicare nella notizia di reato, ai sensi dell’articolo 347 del codice di procedura penale, le circostanze sintomal:iche dell’esistenza dello stato di ebbrezza, desumibili in particolare dallo stato del soggetto e dalla condotta di guida». La lettera della norma, che chiarisce le modalità di effettuazione del test (misurazione della concentrazione di alcool nell’area alveolare, a mezzo di due prove a distanza di almeno cinque minuti), chiarisce, altresì, ,attraverso l’utilizzo della congiunzione disgiuntiva «ovvero», l’alternativa fra l’ipotesi dell’accertamento e quella del rifiuto, sicché se si deve dare atto delle circostanze sintomatiche «Nel procedere agli accertamenti» ovvero in caso di «rifiuto opposto dall’interessato», significa che il rifiuto precede l’inizio del compimento dell’atto, cui è rivolto il procedimento, e per il quale deve realizzarsi la garanza difensiva prevista dall’art. 114 disp. att. cod. proc. pen. Operata questa ulteriore precisazione – esclusivamente utile ad illuminare l’intenzione legislativa in ordine all’inizio del compimento dell’atto assistito, come atto successivo alla constatazione dei sintomi ed al consenso di sottoporsi al test, essendo il rifiuto, che implica la sola constatazione dei sintomi, alternativo al compimento della procedura di accertamento tecnico, in quanto rifiutata – deve ritenersi, condividendo quanto affermato dall’orientamento sopra indicato, che l’obbligo di dare avviso non ricorre allorquando il conducente abbia rifiutato di sottoporsi all’accertamento etilonnetrico, essendo il reato perfezionato nel momento stesso dell’espressione della volontà di sottrarsi all’atto assistito dalla garanzia dell’avviso di farsi assistere da un difensore. Sez. QUARTA PENALE, Sentenza n.27616 del 15/07/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:27616PEN), udienza del 26/05/2022, Presidente SERRAO EUGENIA  Relatore D’ANDREA ALESSANDRO

18 Lug

Penale: Art. 582 cp Concetto di lesione

Sull’argomento occorre rammentare come nella nozione di lesione, genericamente intesa, debba riconnprendersi, secondo consolidato orientamento di questa Corte, non solo l’insorgenza di uno stato patologico, ma anche l’aggravarsi di esso (cfr. Sez. 5, n. 33492 del 14/05/2019, Rv. 276930 – 01: “Ai fini della configurabilità del delitto di lesioni personali, la nozione di malattia non comprende tutte le alterazioni di natura anatomica, che possono anche mancare, bensì solo quelle da cui deriva una limitazione funzionale o un significativo processo patologico o l’aggravamento di esso ovvero una compromissione delle funzioni dell’organismo, anche non definitiva, ma comunque significativa”). Sez. QUARTA PENALE, Sentenza n.27587 del 15/07/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:27587PEN), udienza del 14/04/2022, Presidente BRUNO MARIAROSARIA  Relatore BRUNO MARIAROSARIA

18 Lug

Codice della strada : Art. 187 CdS  Rifiuto – l’ammissione di avere assunto stupefacenti non giustifica il rifiuto di sottoporsi all’accertamento,

“Il reato di rifiuto di accertamenti sanitari, previsto dall’art. 187, comma 8, cod. strada, è configurabile anche in caso di ammissione, da parte del conducente, di aver fatto uso di sostanze stupefacenti, non essendo questa in grado di sostituire la portata e la finalità dell’accertamento diagnostico, diretto a verificare il tipo di sostanza e a misurare la rilevanza dell’assunzione. (Sez. 4, n. 20094 del 28/01/2021, Fini, Rv. 281206). Il rifiuto, dunque, paralizza l’accertamento, non potendo l’attualità dell’assunzione essere desunta dalla mera dichiarazione dell’interessato. Sez. QUARTA PENALE, Sentenza n.27581 del 15/07/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:27581PEN), udienza del 12/04/2022, Presidente FERRANTI DONATELLA  Relatore NARDIN MAURA

7 Lug

Penale : Art. 393 cp Esercizio arbitrario proprie ragioni

In tema di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, ai fini della configurabilità del reato è necessario che sussista la possibilità in astratto per l’agente di adire il giudice per ottenere quello che si è illegittimamente preteso in concreto mediante l’uso della violenza (Sez. 5, n. 22140 del 17/04/2019, P., Rv. 276249). Per la configurabilità della ragion fattasi la pretesa arbitrariamente attuata dall’agente deve corrispondere perfettamente all’oggetto della tutela apprestata in concreto dall’ordinamento giuridico, caratterizzando il reato solo la sostituzione, da parte dell’agente, dello strumento di tutela pubblico con quello privato e l’agente deve, quindi, essere animato dal fine di esercitare un diritto con la coscienza che l’oggetto della pretesa gli possa competere giuridicamente (Sez. 2, n. 46288 del 28/06/2016, Musa, Rv. 268362; Sez. 5, n. 2819 del 24/11/2014, dep. 2015, Angelotti, Rv. 263589; Sez. 6, n. 9436 del 01/07/1997, Marzari, Rv. 209406). Sez. QUINTA PENALE, Sentenza n.25961 del 06/07/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:25961PEN), udienza del 03/03/2022, Presidente VESSICHELLI MARIA  Relatore CALASELICE BARBARA

7 Lug

Armi: Art. 699 cp  Manganello o bastone telescopico

Le fattispecie di detenzione e porto illegali di arma, previste, rispettivamente, dagli artt. 697 e 699 cod. pen., risultano, a seguito della sopravvenuta legislazione speciale, relative alle armi proprie così dette bianche e alle munizioni di arma comune da sparo, essendo la disciplina introdotta con legge n. 895/1967, e successive modificazioni, relativa alle armi e munizioni da guerra e alle armi comuni da sparo e l’art. 4 legge n. 110/1975 concernente le armi così dette improprie. In particolare, la fattispecie penale descritta dal menzionato art. 4, al comma terzo, riguarda il porto fuori dalla propria abitazione e senza giustificato motivo degli oggetti indicati al capoverso della stessa disposizione (“… bastoni muniti di puntale acuminato, strumenti da punta o da taglio atti ad offendere, mazze, tubi, catene, fionde, bulloni, sfere metalliche, nonché qualsiasi altro strumento non considerato espressamente come arma da punta o da taglio, chiaramente utilizzabile, per le circostanze di tempo o di luogo, per l’offesa alla persona”), mentre il porto, fuori della propria abitazione, di “armi, mazze ferrate o bastoni ferrati, sfollagente, noccoliere” è consentito solo previa autorizzazione di pubblica sicurezza, ai sensi dell’art. 4, comma primo, legge n. 110/1975, e la violazione della norma è sanzionata, se trattasi di armi da sparo, ai sensi della legge n. 895/1967, se trattasi di armi così dette bianche, dall’art. 699 cod. pen. Quanto al manganello telescopico, si è precisato che è termine sinonimo di sfollagente, arma espressamente compresa nell’elencazione del ricordato primo comma, il cui porto, senza autorizzazione, è sanzionato ai sensi dell’art.699 cod. pen. (Sez. 1, n. 21780 del 20/07/2016, Mazzi, Rv. 270263).

Sez. PRIMA PENALE, Sentenza n.25767 del 05/07/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:25767PEN), udienza del 25/01/2022, Presidente SANDRINI ENRICO GIUSEPPE  Relatore BIANCHI MICHELE

7 Lug

Pronunce: Dichiarazioni rese dall’imputato all’investigatore privato sono utilizzabili

La Corte di merito  nel ribadire l’utilizzabilità delle dichiarazioni rese dall’imputato all’investigatore privato, si è conformata al principio di diritto espresso da questa Corte secondo cui, in tema di reato di frode in assicurazione, le dichiarazioni rilasciate all’investigatore privato delegato dalla compagnia assicuratrice, dalla persona che assumerà la veste di indagato, hanno natura di confessione stragiudiziale e sono, pertanto, utilizzabili in sede processuale e valutabili secondo le regole del mezzo di prova che le immette nel processo (da ultimo, Sez. 2, n. 1731 del 21/12/2017 – dep. 16/01/2018, Colella e altro, Rv. 272674).    Sez. SETTIMA PENALE, Ordinanza n.25698 del 05/07/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:25698PEN), udienza del 01/06/2022, Presidente DE SANTIS ANNA MARIA  Relatore PERROTTI MASSIMO 

7 Lug

Penale: Art. 707 cp Possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso

In tema di possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso, previsto dall’art. 707 cod. pen., è sufficiente ai fini della configurabilità del reato il suddetto possesso o la loro immediata disponibilità, incombendo all’imputato l’obbligo di dare una seria giustificazione della destinazione attuale e lecita degli strumenti rinvenuti presso di lui (Sez. 2, Sentenza n. 52523 del 03/11/2016, Cicchi, Rv. 268410 01). Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.25599 del 05/07/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:25599PEN), udienza del 04/05/2022, Presidente DI PAOLA SERGIO  Relatore RECCHIONE SANDRA

7 Lug

Polizia Giudiziaria: Individuazione  personale o fotografica

L’individuazione di un soggetto, personale o fotografica, costituisce una manifestazione riproduttiva di una percezione visiva e rappresenta una specie del più generale concetto di dichiarazione, cosicché la sua forza probatoria non discende dalle modalità formali del riconoscimento, bensì dal valore della dichiarazione confermativa, alla stessa stregua della deposizione testimoniale (Sez. 2, n. 23090 del 20/07/2020, Rv. 279437; Sez. 6, n. 17103 del 31/10/2018, Rv. 275548; Sez. 4, n. 47262 del 13/09/2017, Rv. 271041; Sez. 2, n. 28391 del 27/04/2017, Rv. 270181; Sez. 5, n. 9505 del 24/11/2015, dep. 2016, Rv. 267562; Sez. 5, n. 6456 dell’1/10/2015, dep. 2016, Rv. 266023; Sez. 5, n. 43655 del 25/05/2015, Rv. 264969) Si è precisato (Sez. 4, n. 47262 del 13/09/2017, già citata), in particolare, che, allorquando il testimone abbia effettuato un riconoscimento fotografico informale nella fase delle indagini preliminari e, nel corso dell’esame dibattimentale, abbia confermato di avere compiuto tale ricognizione, così, quindi, reiterando il riconoscimento positivo, il convincimento del giudice può ben fondarsi su esso, seppure privo delle cautele e delle garanzie delle ricognizioni. Il momento ricognitivo costituisce, invero, parte integrante della testimonianza, di tal che l’affidabilità e la valenza probatoria dell’individuazione informale discendono dall’attendibilità accordata al test.e e alla deposizione dal medesimo resa, valutata alla luce del prudente apprezzamento del decidente, che, ove sostenuto da congrua motivazione, sfugge al sindacato di legittimità. Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.25580 del 05/07/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:25580PEN), udienza del 01/04/2022, Presidente DI PAOLA SERGIO  Relatore PACILLI GIUSEPPINA ANNA ROSARIA

30 Giu

Forze dell’ordine: Fotografia di un sms o di una pagina di un social network e’ utilizzabile

Sono da ritenersi pienamente utilizzabili, in quanto legittima ne è l’acquisizione come documento, i messaggi sms fotografati dallo schermo di un telefono cellulare sul quale gli stessi sono leggibili in quanto «non è imposto alcun adempimento specifico per il compimento di tale attività, che consiste nella realizzazione di una fotografia e che si caratterizza soltanto per il suo oggetto, costituito appunto da uno schermo» sul quale sia visibile un testo o un’immagine «non essendovi alcuna differenza tra una tale fotografia e quella di qualsiasi altro oggetto» (Sez. 3, n. 8332 del 06/11/2019, dep. 2020, R., Rv. 278635). Come pure la Corte di cassazione, richiamando il precedente principio, ha ritenuto pienamente utilizzabile una pagina di un social network a mezzo fotografia istantanea dello schermo (screenshot) di un dispositivo elettronico sul quale la stessa è visibile (Sez. 5, n. 12062 del 05/02/2021, Di Calogero, Rv. 2807589). Sez. QUINTA PENALE, Sentenza n.24600 del 24/06/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:24600PEN), udienza del 26/04/2022, Presidente CATENA ROSSELLA  Relatore CANANZI FRANCESCO

30 Giu

Polizia Giudiziaria: Art. 497 ter  cp Falso Tesserino

Integra il reato di cui all’art. 497 ter n. 1 cod. pen. la detenzione di un tesserino di identificazione quale appartenente a un corpo di polizia, ancorché diverso da quello in dotazione alle forze dell’ordine ma che ne simuli la funzione, perché esso è idoneo a trarre agevolmente in inganno i cittadini sulle qualità personali di colui che ne faccia eventuale uso e sul potere connesso (si veda in materia, anche se in un caso di detenzione di un contrassegno, Sez. 5, Sentenza n. 1808 del 17/11/2021 – dep. 17/01/2022, Rv. 282472; si vedano anche Sez. 5, Sentenza n. 45126 del 05/06/2019, Rv. 277539; Sez. 5, Sentenza n. 26042 del 25/02/2019, Rv. 276130) D’altronde, il delitto di cui all’art. 497 ter, comma primo, seconda parte, cod. pen. sanziona la detenzione di segni distintivi, contrassegni o documenti di identificazione che, pur senza riprodurre fedelmente gli originali, ne simulino -come nella specie- la funzione (Sez. 5, Sentenza n. 3556 del 31/10/2014, – 26/01/2015, Rv. 262177; Sez. 5, Sentenza n. 35094 del 23/05/2013, Rv. 256951). Sez. QUINTA PENALE, Sentenza n.24564 del 24/06/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:24564PEN), udienza del 17/01/2022, Presidente CATENA ROSSELLA  Relatore MICCOLI GRAZIA ROSA ANNA