Categoria: Polizia Giudiziaria

26 Lug

Polizia Giudiziaria: Art. 589 bis  cp Omicidio Colposo

Ed invero, secondo il costante orientamento della Corte di cassazione, in caso di omicidio colposo, il conducente del veicolo va esente da responsabilità per l’investimento di un pedone solo quando la condotta della vittima configura, per i suoi caratteri, una vera e propria causa eccezionale, atipica, non prevista né prevedibile, da sola sufficiente a produrre l’evento; e questa situazione è configurabile solo nel caso in cui il conducente medesimo, per motivi estranei ad ogni suo obbligo di diligenza, si sia trovato nell’oggettiva impossibilità di notare il pedone e di osservarne tempestivamente i movimenti, attuati in modo rapido, inatteso ed imprevedibile (Sez. 4, n. 3320;7 del 02/07/2013, Corigliano, Rv. 255995; Sez. 4, n. 37622 del 30/09/2021, Landi, Rv. 281929).

Sez. QUARTA PENALE, Sentenza n.29059 del 22/07/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:29059PEN), udienza del 12/07/2022, Presidente FERRANTI DONATELLA  Relatore VIGNALE LUCIA

7 Lug

Polizia Giudiziaria: Individuazione  personale o fotografica

L’individuazione di un soggetto, personale o fotografica, costituisce una manifestazione riproduttiva di una percezione visiva e rappresenta una specie del più generale concetto di dichiarazione, cosicché la sua forza probatoria non discende dalle modalità formali del riconoscimento, bensì dal valore della dichiarazione confermativa, alla stessa stregua della deposizione testimoniale (Sez. 2, n. 23090 del 20/07/2020, Rv. 279437; Sez. 6, n. 17103 del 31/10/2018, Rv. 275548; Sez. 4, n. 47262 del 13/09/2017, Rv. 271041; Sez. 2, n. 28391 del 27/04/2017, Rv. 270181; Sez. 5, n. 9505 del 24/11/2015, dep. 2016, Rv. 267562; Sez. 5, n. 6456 dell’1/10/2015, dep. 2016, Rv. 266023; Sez. 5, n. 43655 del 25/05/2015, Rv. 264969) Si è precisato (Sez. 4, n. 47262 del 13/09/2017, già citata), in particolare, che, allorquando il testimone abbia effettuato un riconoscimento fotografico informale nella fase delle indagini preliminari e, nel corso dell’esame dibattimentale, abbia confermato di avere compiuto tale ricognizione, così, quindi, reiterando il riconoscimento positivo, il convincimento del giudice può ben fondarsi su esso, seppure privo delle cautele e delle garanzie delle ricognizioni. Il momento ricognitivo costituisce, invero, parte integrante della testimonianza, di tal che l’affidabilità e la valenza probatoria dell’individuazione informale discendono dall’attendibilità accordata al test.e e alla deposizione dal medesimo resa, valutata alla luce del prudente apprezzamento del decidente, che, ove sostenuto da congrua motivazione, sfugge al sindacato di legittimità. Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.25580 del 05/07/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:25580PEN), udienza del 01/04/2022, Presidente DI PAOLA SERGIO  Relatore PACILLI GIUSEPPINA ANNA ROSARIA

30 Giu

Polizia Giudiziaria: Art. 497 ter  cp Falso Tesserino

Integra il reato di cui all’art. 497 ter n. 1 cod. pen. la detenzione di un tesserino di identificazione quale appartenente a un corpo di polizia, ancorché diverso da quello in dotazione alle forze dell’ordine ma che ne simuli la funzione, perché esso è idoneo a trarre agevolmente in inganno i cittadini sulle qualità personali di colui che ne faccia eventuale uso e sul potere connesso (si veda in materia, anche se in un caso di detenzione di un contrassegno, Sez. 5, Sentenza n. 1808 del 17/11/2021 – dep. 17/01/2022, Rv. 282472; si vedano anche Sez. 5, Sentenza n. 45126 del 05/06/2019, Rv. 277539; Sez. 5, Sentenza n. 26042 del 25/02/2019, Rv. 276130) D’altronde, il delitto di cui all’art. 497 ter, comma primo, seconda parte, cod. pen. sanziona la detenzione di segni distintivi, contrassegni o documenti di identificazione che, pur senza riprodurre fedelmente gli originali, ne simulino -come nella specie- la funzione (Sez. 5, Sentenza n. 3556 del 31/10/2014, – 26/01/2015, Rv. 262177; Sez. 5, Sentenza n. 35094 del 23/05/2013, Rv. 256951). Sez. QUINTA PENALE, Sentenza n.24564 del 24/06/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:24564PEN), udienza del 17/01/2022, Presidente CATENA ROSSELLA  Relatore MICCOLI GRAZIA ROSA ANNA

30 Giu

Polizia Giudiziaria: Art. 707 cp  Possesso ingiustificato arnesi

In tema di possesso degli arnesi indicati nell’art. 707 cod. pen., è sufficiente, ai fini della configurabilità del concorso nel reato, la consapevole disponibilità concreta ed immediata, da parte di più persone, degli arnesi predetti, irrilevante essendo l’originaria appartenenza di questi ad uno solo dei correi e dovendosi viceversa dare rilievo alla possibilità di questi di servirsene ovvero di aiutare il proprietario a servirsene (Sez. 2 , sentenza n. 47686 del 03/10/2018, Rv. 274715; Sez. 2, n. 9644 del 16/04/1999, Dellerba, Rv. 214265)

L’art 707 cod. pen. prevede un reato proprio, in quanto soggetto attivo non è “chiunque”, ma solo chi si trova nelle particolari condizioni soggettive richieste dalla norma. Possono concorrere nel reato anche persone che non versino nelle condizioni soggettive suddette e, in tale ipotesi, il concorrente risponde della contravvenzione sia quando conosca le qualità soggettive dell’agente, sia quando abbia possibilità di tale conoscenza. Sez. QUINTA PENALE, Sentenza n.24563 del 24/06/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:24563PEN), udienza del 17/01/2022, Presidente CATENA ROSSELLA  Relatore MICCOLI GRAZIA ROSA ANNA

23 Giu

Carissimi lettori, Ancora due verbali indirizzati al controllo degli esercizi pubblici, ovvero quello relativo alla mancanza del cartello inerente la presenza di un sistema di videosorveglianza e un secondo circa la mancata accettazione pagamento carte di credito/Pos.

📌Le novità non finiscono qui!, abbiamo reso disponibile e on-line il Portale riservato ai neo Sovrintendenti della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, come ci avevate richiesto. Un luogo in costante aggiornamento in alcune aree e mirato per coloro che intendono mettere in pratica ciò che è stato appreso ( P.G.- CDS ) durante il corso e riportate in pagine specifiche, insieme a modelli e CNR di supporto, come ad esempio le ultime indirizzate al controllo dei veicoli stranieri.

⌚Cosa aspettate! Iscrivetevi ai nostri Portali, al costo di una colazione al mese.
Siamo sempre più convinti che la pratica sia l’arte e l’indirizzo migliore per imparare il “mestiere” di che indossa una divisa. Buon lavoro!

La redazione
https://attiemodellidipoliziagiudiziaria.eu/home.php

12 Giu

Polizia Giudiziaria: Art. 351 cpp Dichiarazioni raccolte dalla pg e non sottoscritte dall’interessato sono utilizzabili

Secondo la giurisprudenza che si condividei il verbale di sommarie informazioni redatto dalla polizia giudiziaria ai sensi dell’art. 351 cod. proc. pen. è utilizzabile ai fini cautelari anche se il dichiarante si sia rifiutato di firmarlo senza precisare le ragioni del proprio rifiuto, poiché, in virtù del principio di tassatività delle nullità, tale atto conserva efficacia nella fase delle indagini in assenza di specifica disposizione contraria (Sez. 5, Sentenza n. 9976 del 20/12/2017, dep. 2018, Angrisano, Rv. 272799 – 01; Sez. 6, sentenza n. 24 del 20/11/2006, dep. 2007, Terzi Rv. 235755 – 01) Di contro si è deciso che le dichiarazioni accusatorie non verbalizzate, ma raccolte dalla polizia giudiziaria in una nota informativa, non sottoscritta dal dichiarante, devono considerarsi acquisite in violazione dei divieti stabiliti dalla legge e ricomprese nell’ipotesi di inutilizzabilità di cui all’art. 191 cod. proc. pen.; secondo questo indirizzo la insuscettibilità ad essere utilizzate in dibattimento rende tali dichiarazioni inutilizzabili anche ai fini dell’emissione di una misura cautelare, in quanto deve escludersi che possano costituire gravi indizi di colpevolezza a norma dell’art. 273 cod. proc. pen., non essendo idonee a formulare alcuna prognosi di probabilità della colpevolezza dell’imputato (Sez. 6, Sentenza n. 21937 del 01/04/2003, Casaburro, Rv. 225681 – 01). La ragione per la quale si intende dare continuità al primo degli orientamenti citati, che assimila la dichiarazione non sottoscritta raccolta in un verbale formato dalla polizia giudiziaria a quella regolarmente sottoscritta, si rinviene nella “idoneità certificante” della polizia giudiziaria che raccoglie, e appunto certifica, la corrispondenza al dichiarato delle informazioni verbalizzate. Si tratta di una linea interpretativa che ricalca quella già tracciata in relazione alla mancata sottoscrizione del verbale di elezione di domicilio; sul punto si è affermato che deve ritenersi valida l’elezione presso il difensore di ufficio effettuata dall’indagato con dichiarazione riportata in un verbale che poi rifiuti dì sottoscrivere, senza indicazione di una specifica ragione, posto che l’omessa sottoscrizione delle “persone intervenute” non è causa di nullità del verbale e che, in assenza della specifica indicazione di un motivo, l’atteggiamento dell’interessato non può intendersi mirato alla revoca della dichiarazione verbalizzata (Sez. 1, Sentenza n. 50973 del 29/10/2019, Bossaidi, Rv. 277827 – 01; Sez. 6, Sentenza n. 33567 del 15/06/2021, Ben Soltana, Rv. 281931). In conclusione ribadito che le dichiarazioni raccolte ex art. 350 cod. proc. pen. abbiano una utilizzabilità “limitata” alla fase investigativa ed ai riti a prova contratta, si ritiene che tale utilizzabilità non venga meno a causa della mancata sottoscrizione del verbale nel quale le dichiarazioni sono riversate: la corrispondenza del verbalizzato al dichiarato risulta infatti dalla certificazione effettuata dalla polizia giudiziaria, che può essere messa in dubbio dalla dichiarazione di disconoscimento, ma non dal rifiuto immotivato di sottoscrizione. Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.22488 del 09/06/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:22488PEN), udienza del 28/04/2022, Presidente MESSINI D’AGOSTINI PIERO  Relatore RECCHIONE SANDRA

7 Giu

Polizia Giudiziaria: Art. 493 ter cp Indebito utilizzo di  carte di credito

Di contro, l’ipotesi di reato individuata è corretta, atteso che l’art. 55, comma 5, D.Lgs. n. 231/2007 punisce chiunque, al fine di trarne profitto per sé o per altri, indebitamente utilizza, non essendone titolare, carte di credito o di pagamento, ovvero qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all’acquisto di beni o alla prestazione di servizio. Posto che deve trattarsi di una carta o di un documento analogo, idoneo ad assolvere alla propria funzione di strumento finanziario, questa Corte (Sez. 2, n. 38837 del 25/6/2019, Rv. 277097; Sez. 2, n. 47725 del 7/11/2014, Rv. 260792) ha evidenziato in maniera del tutto condivisibile che l’uso indebito della carta di credito o di analoghi strumenti di pagamento ben può realizzarsi attraverso la disponibilità e la spendita dei relativi codici, non essendo necessario il materiale possesso del documento cartaceo o plastificato, costituendo quest’ultimo esclusivamente lo strumento che incorpora le sequenze identificative del titolare del rapporto negoziale, abilitandolo a regolare per tal via le proprie transazioni. La fattispecie in esame, pertanto, è pienamente integrata anche a fronte della smaterializzazione della condotta, il cui disvalore rimane integro pur se la stessa risulta svincolata dalla disponibilità del supporto fisico. Infatti, l’espressione di “indebito utilizzo” di cui al contestato art. 493 ter cod. pen., che definisce il comportamento illecito sanzionato, individua la lesione del diritto incorporato nel documento, prescindendo dal possesso materiale della carta che lo veicola e si realizza con l’uso non autorizzato dei codici personali. Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.21771 del 06/06/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:21771PEN), udienza del 09/02/2022, Presidente RAGO GEPPINO  Relatore PACILLI GIUSEPPINA ANNA ROSARIA

31 Mag

Polizia Giudiziaria: Art. 629 cp  E’ estorsione minacciare di adire a vie legali

“in tema di estorsione, la minaccia di adire I le vie legali, pur avendo un’esteriore apparenza di legalità, può integrare l’elemento costitutivo del delitto di cui all’ad 629 cod. pen. quando sia formulata non con l’intenzione di esercitare un diritto, ma con lo scopo di coartare l’altrui volontà e conseguire risultati non conformi a giustizia” (conf. Sez. 6 sentenza n. 47895 del 19/06/2014 dep.19/11/2014 Rv. 261217 – 01 imputato Vasta; Sez. 2 sentenza n. 17574 del 21/03/2013 dep. 17/04/2013 Rv. 256219 – 01 imputati Conti e altro; Sez. 2 sentenza n. 34242 del 11/07/2018 dep. 20/07/2018 Rv. 273542 – 01 imputati Del Zompo e altri).    Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.19680 del 19/05/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:19680PEN), udienza del 12/04/2022, Presidente RAGO GEPPINO  Relatore MANTOVANO ALFREDO 

17 Mag

Polizia Giudiziaria: Art. 628 cp Rapina Consumata

Integra il reato di rapina, consumata, e non tentata, la condotta di chi si impossessa della refurtiva, acquisendone l’autonoma disponibilità, pur se l’impossessamento sia avvenuto sotto il controllo, anche costante, delle Forze dell’Ordine, laddove queste siano intervenute solo dopo la sottrazione, in quanto il delitto previsto dall’art. 628 cod. pen. si consuma nel momento e nel luogo in cui si verificano l’ingiusto profitto e l’altrui danno patrimoniale, a nulla rilevando, invece, la mera temporaneità del possesso conseguito. (Sez. 2, Sentenza n. 7500 del 26/01/2017 Ud. (dep. 16/02/2017 ) Rv. 269576 – 01;Sez. 2, n. 5663 del 20/11/2012 , Alexa Catalin e altro,Rv. 254691; conformi n. 35006 del 09/06/2010, Rv. 248611; n. 5512 del 22/10/2013 Rv.258207 ). 

10 Mag

Polizia Giudiziaria: Art. 610 cp Violenza Privata

La giurisprudenza di legittimità ha stabilito che il delitto di violenza privata è istantaneo e si consuma nel momento in cui si realizza la limitazione coattiva della libertà di determinazione e azione della vittima, essendo irrilevante che gli effetti della imposizione si protraggano nel tempo e che l’offeso possa successivamente eliminarli (Sez. 5, n. 1174 del 20/11/2020, dep. 2021, Zaffaroni, Rv. 280130-01). Sez. PRIMA PENALE, Sentenza n.18357 del 09/05/2022 (ECLI:IT:CASS:2022:18357PEN), udienza del 20/10/2021, Presidente TARDIO ANGELA  Relatore MANCUSO LUIGI FABRIZIO AUGUSTO