Categoria: Polizia Giudiziaria

12 Gen

Polizia Giudiziaria: Art 628 cp è rapina appropriarsi del telefono del coniuge per trovare tracce di infedeltà

Nel delitto di rapina il profitto può concretarsi in ogni utilità, anche solo morale, nonché in qualsiasi soddisfazione o godimento che l’agente si riprometta di ritrarre, anche non immediatamente, dalla propria azione, purché questa sia attuata impossessandosi con violenza o minaccia della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto sussistente il dolo specifico del reato di rapina nella ingiusta utilità morale perseguita dall’imputato, che aveva sottratto mediante violenza alla ex fidanzata il telefono cellulare, al fine di rivelare al padre della donna, la relazione sentimentale che questa aveva instaurato con un altro uomo). (Sez. 2, Sentenza n. 11467 del 10/03/2015 Ud. (dep. 19/03/2015) Rv. 263163 – 01 3. Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.8821 del 04/03/2021 (ECLI:IT:CASS:2021:8821PEN), udienza del 04/02/2021, Presidente RAGO GEPPINO  Relatore BORSELLINO MARIA DANIELA 

28 Dic

Polizia Giudiziaria : Riprese Video

«Le riprese video di comportamenti “non comunicativi” non possono essere eseguite all’interno del “domicilio”, in quanto lesive dell’art. 14 Cost.. Ne consegue che è vietata la loro acquisizione ed utilizzazione anche in sede cautelare, e, in quanto prova illecita, non può trovare applicazione la disciplina dettata dall’art. 189 cod. proc. pen. .(v, Corte cost. n. 135 del 2001)»; «Le videoregistrazioni in luoghi pubblici ovvero aperti o esposti al pubblico, non effettuate nell’ambito del procedimento penale, vanno incluse nella categoria dei “documenti” di cui all’art. 234 cod. proc. pen. Le medesime videoregistrazioni eseguite dalla polizia giudiziaria, anche d’iniziativa, vanno invece incluse nella categoria delle prove atipiche, soggette alla disciplina dettata dall’art. 189 cod. proc. pen. e, trattandosi della documentazione di attività investigativa non ripetibile, possono essere allegate al relativo verbale e inserite nel fascicolo per il dibattimento» (Sez. U, n. 26795 del 28/03/2006, Prisco, Rv. 234270 – 01 ed Rv. 234267 – 01). Tra i due poli, si colloca una terza massima (nella quale le Sezioni Unite forniscono risposta al quesito rimesso al Supremo Consesso), in cui si afferma: “Le videoregistrazioni in ambienti in cui è garantita l’intimità e la riservatezza, non riconducibili alla nozione di “domicilio”, sono prove atipiche, soggette ad autorizzazione motivata dell’A.G. e alla disciplina dettata dall’art. 189 cod. proc. pen.” 3.1 Fermo quanto precede, essendo indiscussa nella fattispecie concreta in esame la presenza di comportamenti “non comunicativi” (poiché si è trattato di riprese nelle quali non sono stati registrati colloqui), deve verificarsi, alla luce delle doglianze rappresentate dalla difesa, la correttezza o meno della costruzione argomentativa offerta dai Giudici del riesame, i quali sostengono che tali riprese non siano avvenute in un’area rientrante nella nozione di “domicilio” (ricadendo così nella ipotesi di assoluto divieto, con conseguente inammissibilità-inutilizzabilità della prova, secondo i principi già affermati nella sent. Corte cost. n. 235 del 2002 e dalle Sezioni Unite nella pronuncia richiamata in precedenza), e neppure in quella di luogo “privato” (per il quale, esigenze di tutela della riservatezza del singolo, imporrebbero comunque il provvedimento dell’Autorità giudiziaria atteso il rango costituzionale del diritto alla riservatezza, sempre in conseguenza dei precetti fissati dal Giudice delle leggi).  Sez. QUARTA PENALE, Sentenza n.2085020850 del 15/05/2019 (ECLI:IT:CASS:2019:20850PEN)2019, udienza del 12/02/2019, Presidente IZZO FAUSTO  Relatore BRUNO MARIAROSARIA 

7 Dic

Polizia Giudiziaria : Flagranza

“In tema di arresto in flagranza, la c.d. “quasi flagranza” ricorre quando l’arresto è operato dalla polizia giudiziaria sulla base della immediata ed autonoma percezione delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l’indiziato” (cfr. ex multis Sez. 4 – , Sentenza n. 1797 del 18/10/2018, dep. 16/01/2019, Rv. 274909. Ciò non richiede, tuttavia, “che la polizia giudiziaria abbia diretta percezione della commissione del reato, essendo sufficiente l’immediata percezione delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l’indiziato (cfr. Sez. 4, n. 53553 del 26/10/2017, P.M. in proc. Kukiqi e altro, Rv. 271683; Sez. 4, Sentenza n. 38404 del 19/06/2019, Rv. 277187), né che la sorpresa dell’indiziato con cose o tracce del reato “avvenga in modo non casuale, correlandosi invece alla diretta percezione da parte della stessa soltanto degli elementi idonei a farle ritenere sussistente, con altissima probabilità, la responsabilità del medesimo, nei limiti temporali determinati dalla commissione del reato immediatamente prima” (Sez. 4, Sentenza n. 38404 del 19/06/2019, Rv. 277187).    Sez. QUARTA PENALE, Sentenza n.9986 del 15/03/2021 (ECLI:IT:CASS:2021:9986PEN), udienza del 09/12/2020, Presidente IZZO FAUSTO  Relatore NARDIN MAURA 

7 Dic

Polizia Giudiziaria : Art. 385 cp Evasione

E’ fuor di dubbio che delitto di evasione dagli arresti domiciliari, come univocamente discende dal dettato normativo ed affermato senza oscillazioni dalla giurisprudenza di legittimità, rientra nel novero dei reati istantanei, in quanto esso è integrato da qualsivoglia volontario ed arbitrario allontanamento dal luogo di restrizione domestica, che ne segna altresì il momento di consumazione, senza che abbia alcun rilievo, se non al diverso fine della modulazione del trattamento sanzionatorio, né la durata di detto allontanamento, né, per l’effetto, l’eventuale sussistenza di animus revertendi in capo al soggetto agente, al pari dei motivi che siano stati alla base del suo agire (cfr., per tutte, Sez. 6, sent. n. 14037 del 30.09.2014 – dep. 2015, Rv. 262968 e Sez. 7, ord. n. 8147 del 19.12.2013 – dep. 2014, Rv. 261462). Non è infrequente, nella disamina della giurisprudenza anzidetta, imbattersi nella definizione di “reato istantaneo con effetti permanenti” (cfr., da ultimo, Sez. 6, sent. n. 12664 del 09.03.2016, Rv. 266785). Tuttavia la predetta è unicamente una formula di carattere descrittivo, priva di concreta valenza definitoria della condotta tipizzata dalla norma incriminatrice – che delinea un reato qui unico atto perficitur – in quanto volta unicamente a porre l’accento sulla circostanza che la lesione del bene protetto, costituito dall’interesse dello Stato all’attuazione della propria pretesa punitiva, quale materializzatasi attraverso le decisioni dell’A.G., e, quindi, al mantenimento del regime di restrizione della libertà personale legalmente disposto, protrae le proprie conseguenze fino al ripristino della situazione quo ante, vale a dire con il rientro dell’evaso nel luogo dal quale non avrebbe dovuto allontanarsi: in tal modo viene meno, infatti, l’elusione del controllo da parte dell’autorità preposta alla vigilanza sul rispetto della misura custodiale, perciò senza alcuna incidenza sul momento della consumazione del reato, pacificamente già avvenuta – come sopra detto – al momento dell’allontanamento dal luogo di detenzione   Sez. SESTA PENALE, Sentenza n.2055520555 del 13/05/2019 (ECLI:IT:CASS:2019:20555PEN)2019, udienza del 06/03/2019, Presidente PETITTI STEFANO  Relatore TRONCI ANDREA 

1 Dic

Polizia Giudiziaria : Individuazione Fotografica

“L’individuazione fotografica non deve essere preceduta dalla descrizione delle fattezze fisiche della persona indagata, trattandosi di adempimento preliminare richiesto solo per la ricognizione di persona” (Sez. 2, n. 9380 del 20/02/2015 , Panarese ed altri, Rv. 263302; Sez. 1, n. 47937 del 09/11/2012, Palumbo, Rv. 253885).    Sez. QUARTA PENALE, Sentenza n.7287 del 25/02/2021 (ECLI:IT:CASS:2021:7287PEN), udienza del 09/12/2020, Presidente IZZO FAUSTO  Relatore NARDIN MAURA 

1 Dic

Polizia Giudiziaria : Art. 625 cp aggravante della esposizione alla pubblica fede

«in tema di furto, la circostanza aggravante della esposizione alla pubblica fede è configurabile anche quando la cosa si trova in luogo privato, ma aperto al pubblico o comunque facilmente accessibile, ovvero in un cortile di casa di abitazione in diretta comunicazione con una pubblica via ovvero in parcheggio privato non custodito» (Sez. 2, n. 8798 del 17/01/1991, Crisafulli, Rv. 188119; Sez. 5, n. 3041 del 27/11/1986, dep. 1987, Di Benedetto, Rv. 175322).    Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.2168421684 del 17/05/2019 (ECLI:IT:CASS:2019:21684PEN)2019, udienza del 12/02/2019, Presidente GALLO DOMENICO  Relatore DI PAOLA SERGIO 

23 Nov

Polizia Giudiziaria : Art. 495 cp false dichiarazioni sulla propria identità

«integra il reato di cui all’art. 495 cod. pen., la condotta di colui che, privo di documenti di identificazione, fornisca ai carabinieri, nel corso di un controllo stradale, false dichiarazioni sulla propria identità, considerato che dette dichiarazioni – in assenza di altri mezzi di identificazione – rivestono carattere di attestazione preordinata a garantire al pubblico ufficiale le proprie qualità personali, e, quindi, ove mendaci, ad integrare la falsa attestazione che costituisce l’elemento distintivo del reato di cui all’art. 495 cod. pen., nel testo modificato dalla legge n. 125 del 2008, rispetto all’ipotesi di reato di cui all’art. 496 cod. pen.» (Cass., Sez. V, n. 7286/2015 del 26/11/2014, Sdiri, Rv 262658; v. altresì Cass., Sez. V, n. 25649 del 13/02/2018, Popescu, Rv 273324, ove si è ribadito che «integra il delitto di false dichiarazioni a un pubblico ufficiale di cui all’art. 495 cod. pen. la condotta di colui che declini generalità false al “controllore” di un’azienda di trasporto urbano, in quanto le dichiarazioni del privato sono destinate ad incidere direttamente sulla formazione dell’atto pubblico costituito dal verbale di accertamento dell’infrazione»).   Sez. SETTIMA PENALE, Ordinanza n.7316 del 25/02/2021 (ECLI:IT:CASS:2021:7316PEN), udienza del 01/10/2020, Presidente PALLA STEFANO  Relatore MICHELI PAOLO 

23 Nov

Polizia Giudiziaria : Art. 615 ter cp accesso abusivo sistema informatico

«integra il delitto previsto dall’art. 615-ter cod. pen. colui che, pur essendo abilitato, acceda o si mantenga in un sistema informatico o telematico protetto violando le condizioni ed i limiti risultanti dal complesso delle prescrizioni impartite dal titolare del sistema per delimitarne oggettivamente l’accesso, rimanendo invece irrilevanti, ai fini della sussistenza del reato, gli scopi e le finalità che abbiano soggettivamente motivato l’ingresso nel sistema» (Sez. U, n. 4694/2012 del 27/10/2011, Casani, Rv 251269). Con la sentenza Savarese le Sezioni Unite, pronunciandosi in un’ipotesi di fatto commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio (615-ter, comma secondo, n. 1), hanno avuto modo di precisare, sotto il profilo dell’elemento oggettivo, che integra il delitto previsto dall’art. 615-ter cod. pen. la condotta di colui che «pur essendo abilitato e pur non violando le prescrizioni formali impartite dal titolare di un sistema informatico o telematico protetto per delimitarne l’accesso, acceda o si mantenga nel sistema per ragioni ontologicamente estranee rispetto a quelle per le quali la facoltà di accesso gli è attribuita» (Sez. U, n. 41210 del 18/05/2017, Savarese, Rv. 271061 – 01). I principi espressi per il pubblico funzionario possono essere trasfusi anche al settore privato, nella parte in cui vengono in rilievo i doveri di fedeltà e lealtà del dipendente che connotano indubbiamente anche il rapporto di lavoro privatistico. Pertanto è illecito e abusivo qualsiasi comportamento del dipendente che si ponga in contrasto con i suddetti doveri «manifestandosi in tal modo la “ontologica incompatibilità” dell’accesso al sistema informatico, connaturata ad un utilizzo dello stesso estraneo alla ratio del conferimento del relativo potere» (Sez. U, n. 41210 del 18/05/2017, Savarese, in motivazione). snpen2019518284S  Sez. QUINTA PENALE,Sentenza n.1828418284del 02/05/2019 (ECLI:IT:CASS:2019:18284PEN)2019,udienza del 25/03/2019,Presidente CATENA ROSSELLA Relatore TUDINO ALESSANDRINA 

15 Nov

Polizia Giudiziaria : Art 674 cp getto o versamento di cose atte ad offendere

Ove si consideri che il bene giuridico tutelato dalla contravvenzione di cui all’all’art. 674 cod. pen. è costituito dalla polizia di sicurezza a presidio dell’incolumità pubblica, relativamente all’interesse di prevenire i nocumenti più o meno gravi alle persone derivanti dal getto o versamento di cose atte ad offendere, imbrattare o molestare o turbare la tranquillità, deve ritenersi, come del resto già affermato da questa Corte, che si verta in tema di reato di pericolo onde sufficiente alla sua integrazione è l’espletamento di una condotta concretamente idonea al nocumento dell’interesse salvaguardato, senza che ne occorra l’offesa effettiva (Sez. 3, n. 25175 del 11/05/2007 – dep. 03/07/2007, Gagliardi, Rv. 237137; Sez. 3, Sentenza n. 46846 del 10/11/2005 – dep. 22/12/2005, Toscano, Rv. 232652, nonché Sez. 3, n. 35885 del 27/09/2006 – dep. 26/10/2006, Cestarelli ed altri, Rv. 235534 che ravvisa la fattispecie criminosa in contestazione ove l’oggetto diretto della condotta siano le cose e solo in via indiretta la persona).    Sez. TERZA PENALE, Sentenza n.7397 del 25/02/2021 (ECLI:IT:CASS:2021:7397PEN), udienza del 11/01/2021, Presidente RAMACCI LUCA  Relatore GALTERIO DONATELLA 

15 Nov

Polizia Giudiziaria : Art 341 bis cp Oltraggio a pubblico ufficiale anche in cella

Ai fini della configurabilità del delitto di oltraggio a pubblico ufficiale, la cella e gli ambienti penitenziari sono da considerarsi luogo aperto al pubblico, e non come luogo di privata dimora, non essendo nel “possesso” dei detenuti, ai quali non compete alcuno “ius excludendi alios”; tali ambienti, infatti, si trovano nella piena e completa disponibilità dell’amministrazione penitenziaria, che ne può fare uso in ogni momento per qualsiasi esigenza d’istituto (Sez. 6, n. 26028 del 15/05/2018, D.R., Rv. 273417; Sez. 7, Ord. n. 21506 del 16/03/2017, Roman, Rv. 269781). Ai fini della qualificazione dell’ambiente come luogo aperto al pubblico, è in vero essenziale la sua destinazione alla fruizione di un numero indeterminato di soggetti che, in presenza di determinate condizioni, hanno la possibilità pratica e giuridica di accedervi, essendo, invece, irrilevante che l’accesso dei detenuti sia coattivo e volto a soddisfare un interesse pubblico.snpen2019621163S   Sez. SESTA PENALE, Sentenza n.2116321163 del 15/05/2019 (ECLI:IT:CASS:2019:21163PEN)2019, udienza del 12/02/2019, Presidente FIDELBO GIORGIO  Relatore MOGINI STEFANO