Penale : Artt. 351  co 1 ter  e 362 co 1 bis  cp Soggetti in condizione di particolare vulnerabilità

23 Nov

Penale : Artt. 351  co 1 ter  e 362 co 1 bis  cp Soggetti in condizione di particolare vulnerabilità

La difesa sostiene che in ragione del titolo di reato provvisoriamente ascritto, che vede contestata l’aggravante ex art. 416bis.1 cod.pen., la persona offesa denunziante doveva essere inscritta nella categoria dei soggetti in “condizione di particolare vulnerabilità” ex art 90 quater cod.proc.pen. con conseguente necessità di documentare le dichiarazioni rese, a pena di inutilizzabilità, mediante integrale ripresa audiovisiva o fonografica. La Corte ha disatteso l’eccezione difensiva con ampia motivazione confutata a mezzo di rilievi che non possono trovare concordi. 1.1 Le fonti internazionali, tra cui le Convenzioni di Varsavia (2005), di Lanzarote (2007), di Istanbul (2011) e le Direttive europee (per tutte, Direttiva2012/29/UE) al pari della legislazione interna, nella enunciazione dei parametri per l’individuazione delle vittime di reato meritevoli di particolare tutela processuale si ispirano a un criterio misto, coniugando caratteristiche soggettive, da un lato, e tipologia, natura e circostanze del reato dall’altro. In coerenza con detti parametri selettivi l’art. 90 quater cod.proc.pen. ha individuato quali elementi che debbono orientare la valutazione degli operatori giudiziari criteri soggettivi quali l’età, la condizione di infermità o deficienza psichica della vittima e altri di carattere oggettivo, desumibili da natura e modalità dell’illecito. La seconda parte della disposizione, nel recepire l’art. 23 della Direttiva 2012/29/UE, sollecita inoltre l’interprete a tener presente dati di contesto potenzialmente rilevanti in quanto indici di una possibile soggezione della vittima rispetto all’autore del reato, richiamando l’attenzione sui fatti commessi con violenza alla persona, per odio razziale ovvero riconducibili ad ambiti di criminalità organizzata, terrorismo, tratta di esseri umani, con finalità di discriminazione o in danno di chi versi in una condizione di dipendenza affettiva, psicologica o economica con l’autore. La latitudine della disposizione attesta l’insostenibilità della tesi difensiva di un’automatica applicazione della stessa in presenza del solo dato oggettivo costituito dal titolo di reato in assenza di alcun indice che deponga per la ” particolare” vulnerabilità della vittima, non essendo sufficiente per scelta legislativa (se non in relazione ad alcune categorie quali i minori e gli incapaci ) la sola generica condizione di vulnerabilità per l’accesso alla protezione processuale né risultando legittimo il ricorso a presunzioni sullo stato di soggezione e fragilità del dichiarante se non nelle ipotesi oggetto di espressa previsione al riguardo. La componente soggettiva della vulnerabilità, che concorre in senso essenziale a definire lo status, e i caratteri che debbono connotarla nel senso di una profonda incisione della sfera di libertà psichica e morale della vittima, risultano estranei alle deduzioni difensive, qualificando come infondate le doglianze difensive. Altra questione è quella inerente l’individuazione dei soggetti competenti a verificare la peculiare fragilità della vittima al fine di attivare le tutele normative. Se non appare revocabile in dubbio sulla scorta degli artt. 351, comma 1 ter, e 362, comma 1 bis, cod.proc.pen che le tutele per l’offeso vulnerabile si applicano anche nella fase delle indagini, esito coerente con la portata statica e generale dell’art. 90quater codice di rito, e che quindi sono attivabili anche ad opera della P.g., è tuttavia necessario che gli indici di vulnerabilità siano percepibili ed apprezzabili dagli inquirenti, tanto più in una fase assai precoce delle investigazioni quale quella della denunzia, versante in ordine al quale non si rinvengono ne risultano allegati elementi a sostegno dell’assunto difensivo.Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.46100 del 15/11/2023 (ECLI:IT:CASS:2023:46100PEN), udienza del 15/09/2023, Presidente IMPERIALI LUCIANO  Relatore DE SANTIS ANNA MARIA

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