Categoria: Codice della strada

22 Mag

Codice della strada : Omicidio stradale e omissione di soccorso 

Le disposizioni di cui all’art.189, comma 6 e 7 Cod. della Strada si pongono come reati di pericolo astratto, in quanto richiedono che la condotta dei consociati, in presenza di sinistro stradale da cui derivano lesioni alla persona offesa, si conformino a doveri di solidarietà e di intervento, che hanno come fulcro l’assistenza del consociato in difficoltà; si `”tratta, in particolare, di una condotta al cui rispetto l’ordinamento è interessato a prescindere da quanto verificato in merito al fatto, a fronte della esigenza di tutela anticipata degli interessi ritenuti rilevanti dal legislatore proprio perché esonera di procedere alla valutazione in ordine alla concretezza del pericolo imponendo nell’immediato di conformarsi alla condotta prescritta” (ez.4, 25/11/1999 n.5416, Sitia e altri, Rv.216465). Ne consegue pertanto che i fatti che escludono la responsabilità del conducente devono essere accertati prima che lo stesso si allontani dal luogo del sinistro, di talchè il reato è configurabile tutte le volte che questi non si fermi e si dia alla fuga (sez.4, n.4380 del 2/12/1994, Rv. 201501; n.14610 del 30/01/2014, Rossini, Rv.259216, n.18748 del 4/05/2022, Manganelli, Rv.283212), dovendo l’investitore essersi reso conto del sinistro in base ad una obiettiva constatazione. ‘E stato ancora affermato che nella ipotesi di fuga previsto dall’art. 189, comma sesto, C.d.S., ma nella specie previsto quale circostanza aggravante del delitto di omicidio stradale (art.589 ter cod.pen.), l’accertamento dell’elemento psicologico va compiuto in relazione al momento in cui l’agente pone in essere la condotta e, quindi valutato sulla base delle circostanze dal medesimo concretamente rappresentate e percepite, le quali devono essere univocamente indicative della consapevolezza da parte del conducente di aver causato un incidente idoneo ad arrecare danno alle persone, rilevando solo in un successivo momento il definitivo accertamento delle effettive conseguenze del sinistro (tez.4, n.5510 del 1/12/2012, Meta, Rv.254667); mentre nel reato di mancata prestazione di assistenza non è sufficiente che dall’incidente possano essere derivate conseguenze per le persone, occorrendo invece che un tale pericolo appaia essersi concretizzato, almeno sotto il profilo del dolo eventuale, in effettive lesioni della integrità fisica (ez.4, n.23177 del 15/03/2016, Triche, Rv.266969). Peraltro, detto reato richiede che il bisogno dell’investito sia effettivo, sicchè non è configurabile nel caso di assenza di lesioni o allorchè altri abbia già provveduto o non risulti necessario, né utile o efficace l’ulteriore intervento dell’obbligato, ma tali circostanze non possono essere ritenute ex post, dovendo l’investitore essersene reso conto in base ad obiettiva constatazione prima del proprio allontanamento (gez.4, n.18748 del 4/05/2022, Manganelli Luigi, Rv.283212). Il reato di omessa prestazione di assistenza è pertanto ravvisabile in caso di sinistro che possieda connotazioni tali da evidenziare, in termini di immediatezza, la probabilità, ovvero solo la possibilità che dall’incidente sia derivato danno alle persone E che queste necessitino di soccorso (gez.4, n.33772 del 15/06/2017, Dentice di Accadia Capozzi, Rv.271046).

Sez. QUARTA PENALE, Sentenza n.19360 del 16/05/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:19360PEN), udienza del 14/02/2024, Presidente DI SALVO EMANUELE  Relatore BELLINI UGO

20 Mag

Codice della strada : Art. 177 CDS Circolazione degli autoveicoli e dei motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio e delle autoambulanze

 L’art. 177, comma 2, CdS prevede che i conducenti dei autoveicoli e dei motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio, di protezione civile e delle autoambulanze, nell’espletamento di servizi urgenti di istituto, qualora usino congiuntamente il dispositivo acustico supplementare di allarme e quello di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu, non sono tenuti a osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale e le norme di comportamento in genere, ad eccezione delle segnalazioni degli agenti del traffico e nel rispetto comunque delle regole di comune prudenza e diligenza: Per costante giurisprudenza di questa Corte tale norma, pur autorizzando il conducente di detti mezzi – qualora usi congiuntamente il dispositivo acustico supplementare di allarme e quello di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu, a violare le regole sulla circolazione stradale – non lo esonera dall’osservanza delle regole di comune prudenza e diligenza. In altri termini, tale conducente non è tenuto ad osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione stradale, di guisa che non potrà essere sanzionato per le relative violazioni; ma da questa disciplina derogativa non può trarsi la conseguenza che egli sia anche autorizzato a creare ingiustificate situazioni di rischio per altre persone o che non debba tener conto di particolari situazioni della strada o del traffico o di altre pa11:icolari circostanze adeguando ad esse la sua condotta di guida (Sez. 4, n. 28178 del 06/07/2021, Malaguti, Rv. 281695; Sez. 4, n. 976 del ll/06/2013, dep. 2014, Saravini, Rv. 257875; Sez. 4, 3 febbraio 2005, n. 19797, Mirenna, Rv.231S43). Cass. pen., Sez. IV, Sent., (data ud. 21/11/2023) 01/02/2024, n. 4316

18 Mag

Codice della strada : Art. 186 CdS Aggravante dell’aver provocato un incidente stradale

Sulla sussistenza dell’aggravante dell’aver provocato un incidente stradale, devono richiamarsi i principi più volte affermati dalla Corte di legittimità (sez. 4 n. 36777 del 2/7/2015, Rv. 264419; sez. 4 n. 54991 del 24/10/2017, Fabris, Rv. 271557, in cui si è precisato che, ai fini della configurabilità dell’aggravante in esame, non è richiesto l’accertamento del nesso eziologico tra l’incidente e la condotta dell’agente, ma il solo collegamento materiale tra il verificarsi del sinistro e lo stato di alterazione dell’agente, alla cui condizione di impoverita capacità di approntare manovre idonee a scongiurare l’incidente sia direttamente ricollegabile la situazione di pericolo; n. 27211 del 21/5/2019, Granelli, Rv. 275872; n. 36777 del 2/7/2015, Scudiero, Rv. 264419); Sez. SETTIMA PENALE, Ordinanza n.17766 del 06/05/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:17766PEN), udienza del 03/04/2024, Presidente DI SALVO EMANUELE  Relatore CAPPELLO GABRIELLA

15 Mag

Codice della strada : Art. 141 CdS

Il conducente, infatti, deve prestare costante attenzione allo spazio che si va impegnando e deve regolare l’andatura in relazione alle obiettive condizioni della strada, in modo da essere sempre in grado di poter arrestare il veicolo in casi, del tutto prevedibili, di ingombro o ostacoli per precedenti incidenti (Sez. 4, n. 8576 del 17/05/1989, Neirotti, Rv. 181573). Ne consegue che l’imprevedibilità di un ostacolo, incontrato da un veicolo sulla sua linea di marcia, può escludere la colpa solo se la percezione dello ostacolo sia tanto improvvisa da porre il conducente nella assoluta ed incolpevole impossibilità di evitare l’investimento (Sez. 3, n. 3423 del 21/12/1983, dep. 1984, Tammaro, Rv. 163688). Il conducente ha l’obbligo di moderare adeguatamente la velocità, in relazione alle caratteristiche del veicolo ed alle condizioni ambientali, e, cioè, deve essere in grado di padroneggiare il veicolo in ogni situazione, tenendo altresì conto di eventuali imprudenze altrui, purché ragionevolmente prevedibili (Sez. 4, n. 25552 del 27/04/2017, Luciano, Rv. 270176).

Sez. QUARTA PENALE, Sentenza n.17540 del 03/05/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:17540PEN), udienza del 07/02/2024, Presidente DI SALVO EMANUELE  Relatore ESPOSITO ALDO

13 Mag

Codice della strada : Nozione di strada – criterio determinante –

La definizione di “strada”, che comporta l’applicabilità della disciplina del relativo codice, non

dipende dalla natura, pubblica o privata, della proprietà di una determinata area, bensì dalla sua

destinazione ad uso pubblico, che ne giustifica la soggezione alle norme del codice della strada

per evidenti ragioni di ordine pubblico e sicurezza collettiva. Sez. 2, Ordinanza n. 3251 del 05/02/2024 (Rv. 670285-01) Presidente: CARRATO ALDO. Estensore: AMATO CRISTINA. Relatore: AMATO  CRISTINA. Q. (BAJETTO FABIO) contro C. Rigetta, TRIBUNALE GENOVA, 02/10/2020  Riferimenti normativi: Cod. Strada art. 21 com. 1 Massime precedenti Conformi: N. 14367 del 2018 Rv. 648972-01

21 Apr

Codice della strada : Sforamento del periodo di sosta “pagato”

In tema di sanzioni amministrative connesse alla sosta dei veicoli, il periodo di protrazione della

violazione, che, ai sensi del comma 15 dell’art. 7 del nuovo codice della strada, consente la reiterazione della sanzione nel caso di superamento dei tempi consentiti della sosta regolamentata o limitata, si individua in base alla fascia di vigenza giornaliera – o infragiornaliera  – della sosta (e non già in base al periodo determinato dal pagamento effettuato dall’utente o  indicato nel disco orario esposto), con la conseguenza che la sanzione per la protrazione del  divieto di sosta permanente può essere reiterata ogni ventiquattro ore e la sanzione relativa alla  sosta limitata o regolamentata è irrogabile alla fine di ogni fascia oraria. Sez. 2, Ordinanza n. 4187 del 15/02/2024 (Rv. 670317-01) Presidente: DI VIRGILIO ROSA MARIA. Estensore: AMATO CRISTINA. Relatore:  AMATO CRISTINA. M. (MIGLIO LUIGI) contro C. (PARLANTI ROSSANA)  Rigetta, TRIBUNALE PISTOIA, 01/02/2022 Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 30/04/1992 num. 285 art. 7 com. 15 CORTE COST.Massime precedenti Vedi: N. 20308 del 2011 Rv. 619340-01, N. 24938 del 2014 Rv. 633494-01

9 Apr

Codice della strada : Art. 189 CDS  Fuga

Il reato di fuga previsto dall’art. 189, comma 6, C.d.S. è reato omissivo di pericolo che impone all’agente di fermarsi in presenza di un incidente, da lui percepito, che sia riconducibile al suo comportamento e che sia concretamente idoneo a produrre eventi lesivi, non essendo necessario che si debba riscontrare l’esistenza di un effettivo danno alle persone, peraltro non accertabile immediatamente nella sua sussistenza e consistenza (Sez. 4, n. 3982 del 12/11/2002, dep. 2003, Mancini, Rv. 223499; Sez. 4, n. 34335 del 03/06/2009, Rizzante, Rv. 245354; Sez. 6, n. 21414 del 16/02/2010, Ca- sule, Rv. 247369). L’accertamento sull’esistenza del dolo, pertanto, va compiuto in relazione al momento in cui l’agente pone in essere la condotta e, quindi, alle circostanze dal medesimo concretamente rappresentate e percepite in quel momento, le quali devono essere univocamente indicative della sua consapevolezza di aver causato un incidente idoneo ad arrecare danno alle persone, rilevando solo in un successivo momento il definitivo accertamento delle effettive conseguenze del sinistro (Sez. 2, n. 42744 del 22/09/2021, Capasso, Rv. 282294; Sez. 4, n. 5510 del 12/12/2012, dep. 2013, Meta, Rv. 254667; Sez. 4, n. 3982 del 12/11/2002, dep. 2003, Mancini, Rv. 223500). Sez. SETTIMA PENALE, Ordinanza n.11889 del 21/03/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:11889PEN), udienza del 14/03/2024, Presidente ESPOSITO ALDO  Relatore ESPOSITO ALDO

3 Apr

Codice della strada : Art. 186  CdS Alcoltest è l’imputato che deve provare che l’alcotest non è revisionato acquisendo la documentazione presso c.s.r.p.a.d. di Roma

In altri termini, allorquando l’alcoltest risulti positivo costituisce onere della difesa dell’imputato fornire una prova contraria a detto accertamento quale, ad esempio, la sussistenza di vizi dello strumento utilizzato, oppure l’utilizzo di una errata metodologia nell’esecuzione dell’aspirazione (cfr. Sez. 4, n. 48840 del 24/11/2015).7.Tornando al caso in esame, se l’imputato avesse validamente dubitato del corretto funzionamento dello strumento e il giudice del merito avesse anch’egli ritenuto – per quel motivo – incerto l’esito dell’alcoltest, avrebbe dovuto trovare applicazione o la produzione (da parte dell’imputato) di copia del libretto metrologico dell’etilometro (acquisibile mediante una semplice istanza trasmessa al C.S.R.P.A.D. di Roma: csrpad-roma(at)pec.mit.gov.it.; lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato sul proprio sito istituzionale tutte le informazioni necessarie per l’accesso agli atti di cui alla L. n. 241 del 1990, e dal detto sito è possibile scaricare il “modello richiesta accesso a documenti amministrativi”) ovvero dell’art. 507 c.p.p., (da parte del giudice di merito), in quanto il potere di disporre anche d’ufficio l’assunzione di nuovi mezzi di prova rientra nel compito del giudice di accertare la verità e ha la funzione di supplire all’inerzia delle parti o a carenze probatorie, quando le stesse incidono in maniera determinante sulla formazione del convincimento e sul risultato del giudizio (cfr. Sez. 3, n. 50761 del 13/10/2016 Ud. -dep. 30/11/2016- Rv. 268606); il giudice, infatti, ha il dovere di acquisire, anche d’ufficio, i mezzi di prova indispensabili per la decisione, dovendosi escludere che sia rimessa alla sua discrezionalità la scelta tra disporre i necessari accertamenti ed il proscioglimento dell’imputato (cfr. Sez. 3, n. 10488 del 17/02/2016 Ud. -dep. 14/03/2016- Rv. 266492) Sez. QUARTA PENALE, Sentenza n.12178 del 25/03/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:12178PEN), udienza del 29/02/2024, Presidente PICCIALLI PATRIZIA  Relatore CALAFIORE DANIELA

3 Apr

Codice della strada : Art. 116 del CdS La definitività dell’accertamento si realizza con il decorso di giorni 60 dalla contestazione e pertanto in data compresa nel biennio rispetto al nuovo illecito

“In tema di guida senza patente, per l’integrazione della recidiva nel biennio, idonea, ex art. 5 d.lgs. 5 gennaio 2016, n. 8, ad escludere il reato dal novero di quelli depenalizzati, non è sufficiente che sia intervenuta la mera contestazione dell’illecito depenalizzato, ma è necessario che questo sia stato oggetto di accertamento definitivo, alla cui dimostrazione è one- rato il pubblico ministero.” (Sez. 4 , Sentenza n. 44905 del 12/10/2023 Ud. (dep. 08/11/2023) Rv. 285318 — 01). Nella medesima pronuncia è stato affermato implici- tamente anche che ai fini della decorrenza del biennio debba farsi riferimento al mo- mento in cui sia divenuta definitiva la prima contestazione e non invece al momento in cui questa sia intervenuta. A nulla rileva dunque che la prima contestazione ammi- nistrativa sia avvenuta in un momento eccedente il biennio rispetto alla nuova con- testazione per cui è processo, laddove la definitività dell’accertamento si realizza con il decorso di giorni 60 dalla contestazione e pertanto in data compresa nel bienno rispetto al nuovo illecito. Sez. SETTIMA PENALE, Ordinanza n.12498 del 27/03/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:12498PEN), udienza del 21/02/2024, Presidente FERRANTI DONATELLA  Relatore BELLINI UGO

25 Mar

Codice della strada : Art. 145 CdS Obbligo dell’utente della strada di tenere in debita considerazione l’eventuale imprudenza

In tema di circolazione stradale, l’obbligo dell’utente della strada di tenere in debita  considerazione l’eventuale imprudenza altrui e, quindi, di prefigurarsi anche l’eccessiva velocità da parte di altri veicoli che possono sopraggiungere, assume maggiore intensità allorché il  conducente, provenendo da strada secondaria gravata da precedenza, compia una manovra di svolta per immettersi nella strada principale, perché l’esistenza di una precedenza cronologica o di fatto può rilevare, ai fini di escludere la sua responsabilità, solo se se l’introduzione nell’area di incrocio è avvenuta con tale anticipo da consentire il compimento dell’attraversamento senza porre in pericolo il conducente favorito (il quale non deve essere costretto a ricorrere a manovre di emergenza) e non in caso di avvenuta collisione, costituendo quest’ultima la prova dell’errore di valutazione delle circostanze di tempo e di luogo per l’immissione.Riferimenti normativi: Cod. Strada art. 145, Cod. Strada art. 154, Cod. Civ. art. 2054 CORTE COST.Massime precedenti Vedi: N. 10491 del 2004 Rv. 573322-01, N. 15736 del 2022 Rv. 664834- 01, N. 2864 del 2020 Rv. 656760-01   Sez. 3, Ordinanza n. 1992 del 18/01/2024 (Rv. 670012-01) Presidente: DE STEFANO FRANCO. Estensore: GIANNITI PASQUALE. Relatore:  GIANNITI PASQUALE