Categoria: Penale

22 Mag

Penale : Appropriazione Indebita

E’ stato correttamente applicato il principio di diritto che qui si intende ribadire, secondo il quale in tema di appropriazione indebita, non può essere eccepita, al fine di esonero da responsabilità, la compensazione con un credito preesistente, ove questo non sia certo, liquido ed esigibile (Sez. 2, Sentenza n. 27884 del 01/06/2022, Cottone, Rv. 283632-01; Sez. 2, n. 293 del 04/12/201:3, Silvano, Rv. 257317-01). Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.18864 del 14/05/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:18864PEN), udienza del 03/04/2024, Presidente PELLEGRINO ANDREA  Relatore MINUTILLO TURTUR MARZIA

22 Mag

Penale : Art 612 cp Minaccia

Va ricordato che il delitto di cui all’art. 612 cod. pen. non è integrato solo nel caso in cui le locuzioni intimidatrici espresse in forma condizionata siano dirette non già a restringere la libertà psichica del soggetto passivo, ma a prevenirne un’azione illecita o inopportuna, essendo destinate a rappresentare tempestivamente quale reazione legittima determinerebbe il comportamento della persona offesa (Sez. 5, n. 37438 del 15/07/2021, Margiotta Cinzia c. Greco Giorgio, Rv. 281874; Sez. 5, n. 29390 del 04/05/2007, Montorsi, Rv. 237436). Sez. QUINTA PENALE, Sentenza n.19605 del 16/05/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:19605PEN), udienza del 06/02/2024, Presidente SABEONE GERARDO  Relatore CATENA ROSSELLA

20 Mag

Penale : Art 628 cp Tutti i compartecipi rispondono del reato di porto illegale di armi

Va osservato che, per tutte le ipotesi di rapina a mano armata, tutti i compartecipi, e cioè sia gli autori materiali che coloro i quali abbiano prestato la necessaria assistenza (cosiddetti basisti), rispondono anche del reato di porto illegale di armi, atteso che l’ideazione dell’impresa criminosa comprende anche il momento rappresentativo dell’impiego delle armi e, quindi, del porto abusivo delle stesse per realizzare la necessaria minaccia o violenza, essenziali a tale tipo di reato (Sez. 2, n. 49389 del 04/12/2012, Rv. 253915 ; Sez. 1, n. 40702 del 21/12/2017, Rv. 274364). Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.15136 del 12/04/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:15136PEN), udienza del 20/02/2024, Presidente VERGA GIOVANNA  Relatore AIELLI LUCIA

20 Mag

Penale : Art. 483 cp Falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico

Sotto tale profilo va ribadito il principio, oramai consolidato, secondo cui integra il delitto di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico (art. 483 cod. pen.) la condotta di colui che dichiara il falso in sede di dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa ai sensi dell’art. 47 d.P.R. n.445 del 2000 (cfr., tra le tante ed in fattispecie diverse, Sez. 5, n. 24866 del 25/2/2011, Antibo, Rv. 250915; Sez. 5, n. 7857 del 26/10/2017, dep. 2018, Marchetti, Rv. 272277-01; Sez. 5, n. 30099 del 15/3/2018, Galera, Rv. 273806- 01). Secondo l’art. 76 D.P.R. n. 445 del 2000, infatti, le dichiarazioni sostitutive ex artt. 46 e 47 del medesimo D.P.R. sono considerate come rese a pubblico ufficiale, essendo la qualità del ricevente del tutto idonea a sancirne la destinazione ad essere trasfuse in atto pubblico (cfr. in tema Sez. 5, n. 20570 del 10/5/2006, Esposito, Rv. 234203). L’art. 483 cod. pen., in altre parole, costituisce norma sanzionatoria delle condotte vietate dal D.P.R. n. 445 del 2000 poiché l’art. 76 di tale testo legislativo punisce, “ai sensi del codice penale”, chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, 3 V` forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal decreto stesso. E il delitto di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art. 483 cod. pen.) sussiste qualora l’atto pubblico, nel quale la dichiarazione del privato è stata trasfusa, sia destinato a provare la verità dei fatti attestati, e cioè quando una norma giuridica obblighi il privato a dichiarare il vero ricollegando specifici effetti all’atto- documento nel quale la sua dichiarazione è stata inserita dal pubblico ufficiale ricevente (Sez. U, n. 6, del 17/2/1999, Lucarotti, Rv. 212782; Sez. U, n. 28 del 15/12/1999, Gabrielli, Rv. 215413). Il principio da ultimo richiamato è stato costantemente affermato, poi, dalla successiva giurisprudenza delle Sezioni semplici di questa Corte di legittimità (ex multis, cfr. Sez. 5, n. 5365 del 15/1/2018, Guidi, Rv. 272110; Sez. 5, n. 39215 del 4/6/2015, Cremonese, Rv. 264841; Sez. 5, n. 18279 del 2/4/2014, Scalici, Rv. 259883). Ebbene, il dolo del reato previsto dall’art. 483 cod. pen., è generico e consiste nella volontà cosciente e non coartata di compiere il fatto e nella consapevolezza di agire contro il dovere giuridico di dichiarare il vero (Sez. 2, n. 47867 del 28/10/2003, Ammatura, Rv. 227078; cfr. anche Sez. 3, n. 44097 del 3/5/2018, I., Rv. 274126). Del tutto irrilevante (ai sensi dell’art. 5 cod. pen.) la consapevolezza e volontà di violare il precetto penale Sez. QUINTA PENALE, Sentenza n.18812 del 13/05/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:18812PEN), udienza del 15/03/2024, Presidente SABEONE GERARDO  Relatore CUOCO MICHELE

18 Mag

Penale : Estrazione dati informatici non costituisce accertamento tecnico irripetibile

La Corte ha chiarito che l’estrazione di dati archiviati in un supporto informatico, quale è la memoria di un telefono cellulare, non costituisce accertamento tecnico irripetibile, e ciò neppure dopo l’entrata in vigore della legge 18 marzo 2008, n. 48, che ha introdotto unicamente l’obbligo di adottare modalità acquisitive idonee a garantire la conformità dei dati informatici acquisiti a quelli originali, con la conseguenza che né la mancata adozione di tali modalità, né, a monte, la mancata interlocuzione delle parti al riguardo comportano l’inutilizzabilità dei risultati probatori acquisiti, ferma la necessità di valutare, in concreto, la sussistenza di eventuali alterazioni dei dati originali e la corrispondenza ad essi di quelli estratti; cfr., anche. Sez. 3, n. 37644 del 28/05/2015, R., Rv. 265180 – 01, secondo cui, in tema di perquisizione di sistema informatico o telematico, sia l’art. 247, comma 1-bis, che l’art. 260, comma secondo, cod. proc. pen., si limitano a richiedere l’adozione di misure tecniche e di procedure idonee a garantire la conservazione dei dati informatici originali e la conformità ed immodificabilità delle copie estratte per evitare il rischio di alterazioni, senza imporre misure e procedure tipizzate). In realtà, l’esigenza rappresentata dalla difesa di assicurare la “proporzionalità” tra il provvedimento adottato e le esigenze investigative riguarda non già la apprensione dello strumento informatico che funge da “contenitore” dei dati quanto, piuttosto, il novero di questi ultimo che deve essere già previamente delimitato al fine di evitare che il sequestro e la successiva perquisizione informatica si risolvano in iniziative meramente esplorative. La stessa giurisprudenza richiamata dalla difesa (cfr., in particolare, Sez. 6 -, n. 6623 del 09/12/2020 Cc. – dep. 19/02/2021 – Pessotto, Rv. 280838 – 01) ha spiegato che il sequestro del dispositivo in luogo della estrazione immediata dei dati non è di per sé illegittimo, avendo avuto tuttavia cura di ribadire che il vincolo risulta soltanto strumentale rispetto all’acquisizione mirata di dati in esso contenuti “… risultando altrimenti di per sé privo di giustificazione, non potendosi procedere ad un’acquisizione di carattere meramente esplorativo”; con la conseguenza per cui il vincolo deve essere commisurato all’esigenza di procedere alla estrapolazione dei dati di interesse alla luce di un criterio di selezione previamente individuato. Osserva il collegio che siffatta preventiva selezione dei dati da acquisire risulta in realtà sufficientemente operata nel decreto di perquisizione e sequestro laddove il PM aveva indicato da un lato le comunicazioni intercorse nelle date prossime al furto ed all’indebito utilizzo delle carte di credito. Corretta, perciò, la diagnosi operata dal Tribunale sulla legittimità del provvedimento “genetico” laddove eventuali ritardi nella attività di estrazione dei dati rilevanti e correlativa restituzione del supporto possono rilevare in un momento successivo, in sede di istanza di restituzione (cfr., d’altra parte, Sez. 2 – , n. 17604 del 23/03/2023, Casale, Rv. 284393 – 01 in cui la Corte ha -ai istanza di restituzione (cfr., d’altra parte Sez. 2 – , Fr(-17604 del 23/03/2023, Casale Rv. 284393 – An.-cui–1-a –Corte-,h spiegato che in tema di sequestro probatorio avente ad oggetto dispositivi informatici o telematici, la finalizzazione dell’ablazione del supporto alla sua successiva analisi, strumentale all’identificazione e all’estrazione dei dati rilevanti per le indagini, implica che la protrazione del vincolo, nel rispetto dei principi di proporzionalità e di adeguatezza, debba essere limitata al tempo necessario all’espletamento delle operazioni tecniche, dovendosi, tuttavia, valutare la sua ragionevole durata in rapporto alle difficoltà tecniche di apprensione dei dati, da ritenersi accresciute nel caso di mancata collaborazione dell’indagato che non fornisca le chiavi di accesso alle banche dati contenute nei supporti sequestrati). Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.13577 del 03/04/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:13577PEN), udienza del 06/02/2024, Presidente VERGA GIOVANNA  Relatore CIANFROCCA PIERLUIGI

13 Mag

Penale : Art. 416 bis cp  Concorso Esterno

E’ configurabile il concorso esterno nella condotta della persona che, pur priva dell’affectio societatis e non inserita nella struttura organizzativa del sodalizio, fornisca un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo, purché questo abbia apprezzabile rilevanza causale, ai fini della sua conservazione del suo rafforzamento e sia comunque diretto alla realizzazione, anche parziale, del suo programma criminoso (Sez. U, n. 33748 del 12/07/2005, Mannino, Rv. 231673; Sez. 1, n. 49790 del 14/09/2023, Amato, Rv. 285654; Sez. 6, n. 542 del 10/05/2007, dep. 2008, Contrada, Rv. 238242 / ove si afferma che nella fattispecie di concorso esterno nell’associazione di tipo mafioso l’evento del reato è integrato dalla conservazione, agevolazione o rafforzamento di un organismo criminoso già operante e lo stesso deve essere posto in diretta relazione eziologica con la condotta attuata dal concorrente, la cui verifica è praticabile soltanto in virtù di un accertamento postumo dell’idoneità causale di quest’ultima che, in rapporto alla vita e all’operatività del sodalizio criminoso) Sez. SESTA PENALE, Sentenza n.14050 del 05/04/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:14050PEN), udienza del 15/02/2024, Presidente COSTANZO ANGELO  Relatore CRISCUOLO ANNA

13 Mag

Penale : Peculato e furto  discrimine

Il reato di peculato e quello di furto sono strutturalmente diversi quanto ad elementi costitutivi; infatti, nel furto l’impossessamento della cosa altrui avviene invito domino, vale a dire, attraverso la sottrazione della res a chi la detiene; nel peculato, viceversa, l’agente ha la disponibilità del bene per ragioni del suo ufficio, senza distinzione, dopo l’entrata in vigore della legge 26 aprile 1990 n. 86, tra beni di proprietà dei privati e beni della pubblica amministrazione (ex plurimis: Sez. 6, n. 467 del 26/01/1999, Tavagnacco, Rv. 213186 – 01, che ha rilevato che l’impiegato postale che si impossessa di una lettera, della quale non ha la disponibilità per ragioni del suo ufficio, commette il reato di furto, mentre, se si impossessa di una lettera rientrante nella corrispondenza a lui affidata (sia per la consegna ai destinatari, sia per lo smistamento tra i vari portalettere) commette il reato di peculato; conf. Sez. 6, n. 49843 del 25/09/2018, Galdo, Rv. 274205 – 01). Sez. SESTA PENALE, Sentenza n.16955 del 23/04/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:16955PEN), udienza del 28/03/2024, Presidente DI STEFANO PIERLUIGI  Relatore D’ARCANGELO FABRIZIO

11 Mag

Penale : Art. 474 cp  Falso Grossolano

L’art. 474 cod. pen. tutela, in via principale e diretta, non già la libera determinazione dell’acquirente, ma la fede pubblica, intesa come affidamento dei cittadini nei marchi e segni distintivi, che individuano le opere dell’ingegno ed i prodotti industriali e ne garantiscono la circolazione anche a tutela del titolare del marchio. Si tratta, pertanto, di un reato di pericolo per la cui configurazione non occorre la realizzazione dell’inganno, non ricorrendo, quindi, l’ipotesi del reato impossibile qualora la grossolanità della contraffazione e le condizioni di vendita siano tali da escludere la possibilità che gli acquirenti siano tratti in inganno (in questi precisi termini, Sez. 2, n. 16807 del 11/1/2019, Rv. 275814; Sez. 5, n. 30539 del 13/05/2021, Rv. 281702 – 01 1.2 Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.15927 del 16/04/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:15927PEN), udienza del 20/02/2024, Presidente VERGA GIOVANNA  Relatore PERROTTI MASSIMO

11 Mag

Penale : Art.  651cp Rifiuto d’indicazioni sulla propria identita’ personale

Secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, il reato di cui all’art. 651 cod. pen. si perfeziona con il semplice rifiuto di fornire al pubblico ufficiale indicazioni circa la propria identità personale. Trattandosi di reato istantaneo, è irrilevante, ai fini dell’integrazione dell’illecito, che tali indicazioni vengano fornite successivamente o che l’identità del soggetto sia facilmente accertata per la conoscenza personale da parte del pubblico ufficiale o per altra ragione (Sez. 6, n. 598 del 10/11/2023, dep. 2024, Leone; Sez. 1, n. 9957 del 14/11/2014, dep. 2015, De Michele, Rv. 262644 – 01). Sez. PRIMA PENALE, Sentenza n.15874 del 16/04/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:15874PEN), udienza del 22/02/2024, Presidente DI NICOLA VITO  Relatore MELE MARIA ELENA

6 Mag

Penale :Art. 628 cp Profitto in qualsiasi utilità

“Nel delitto di rapina il profitto può concretarsi in qualsiasi utilità, anche non economica o meramente morale, e in qualsiasi soddisfazione  o godimento che l’agente si riprometta di trarre, anche non immediatamente, dalla propria azione, a condizione che la condotta sia attuata impossessandosi con violenza o minaccia della cosa mobile altrui e sottraendola a chi la detiene.( Sez. U, n. 41570 del 25/05/2023, Rv. 285145; Sez. 2, n. 37861 del 09/06/2023, Rv. 285190). Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.17472 del 30/04/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:17472PEN), udienza del 27/02/2024, Presidente ROSI ELISABETTA  Relatore AIELLI LUCIA