Categoria: Polizia Giudiziaria

22 Mag

Polizia Giudiziaria: Truffa  e non induzione indebita per il pu che simulando un pericolo si fa remunerare per la protezione

«la condotta del pubblico ufficiale che, simulando l’esistenza di una situazione di pericolo immaginario per la vittima, induce la stessa a remunerarlo per ottenere la sua “protezione” non integra il reato di induzione indebita a dare o a promettere utilità di cui all’art. 319 quater cod. pen., stante la mancanza della condizione di assoggettamento della persona offesa all’esercizio di una potestà altrui, bensì il delitto di truffa aggravata, prevista a norma degli artt. 640, comma secondo, n. 2, e 61, n. 9, cod. pen.» (così, Sez. 6, n. 17655 del 09/04/2015, Satta, Rv. 263657 – 01). Sez. SESTA PENALE, Sentenza n.19105 del 14/05/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:19105PEN), udienza del 28/03/2024, Presidente DI STEFANO PIERLUIGI  Relatore GALLUCCI ENRICO

18 Mag

Polizia Giudiziaria: Art. 642 cp Frode assicurativa competenza territoriale

In punto di diritto s’impone la considerazione dei principi interpretativi, dettati da questa Corte, la quale ha affermato che il reato di cui all’art. 642 cod. pen. si caratterizza per la consumazione anticipata e non richiede il conseguimento di un effettivo indebito vantaggio, ma soltanto che la condotta fraudolenta sia diretta ad ottenerlo ed idonea a raggiungere quello scopo (sez. 2, n. 48925 del 12/10/2016, Virgilio e altri, rv. 268349; sez. 2, n. 8105 del 21/01/2016, Pg in proc. Nucera, rv. 266235), obiettivo che può ritenersi raggiunto allorchè la pretesa risarcitoria sia formulata e portata a conoscenza, non già di un qualunque agente, operante sul territorio ed incaricato di trasmettere la denuncia agli organi rappresentativi dell’impresa assicuratrice ed eventualmente di condurre accertamenti istruttori, ma privo del potere dispositivo del diritto, quanto del soggetto giuridico legittimato alla liquidazione del sinistro ed all’erogazione dell’indennizzo, che opera presso la propria sede legale. La diversa possibile opzione comporterebbe l’individuazione del foro in base a criteri non oggettivi e verrebbe rimessa alla discrezionalità dell’autore del reato, in funzione della scelta da costui effettuata dell’ufficio assicurativo periferico al quale inviare la richiesta. In tale senso si è già pronunciata questa Corte ai fini della soluzione dei conflitti di competenza in casi analoghi al presente, secondo una linea interpretativa che merita condivisione (Sez. 2 n. 27136 del 18/05/2023, Rv. 284798-01; Sez 1, n. 51360 del 26/10/2018, conti. comp. in proc Mariani, Rv. 275663; Sez. 1, n. 43881 del 09/09/2022, conti comp. in proc. Ferrante, n. m.). Non giova, dunque, richiamare il decreto della Procura Generale presso questa Corte, che esprime una linea esegetica ormai superata. Né, al fine di comporre il conflitto e stabilire il corretto criterio regolatore della competenza, possono assumere rilievo argomenti basati sulla ragionevole durata del processo o sulla necessità di garantire effettività del diritto di difesa, posto che la competenza si deve stabilire in relazione alle caratteristiche della fattispecie penale come contestata nell’imputazione, salvo che la stessa contenga rilevanti errori, macroscopici ed immediatamente percepibili (Sez. 1, n. 31335 del 23/03/2018, conti. comp. in proc. Giugliano, Rv. 273484; Sez. l, n. 36336 del 23/07/2015, conti., comp. in proc. Novarese, Rv. 264539; Sez. 1, n. 11047 del 24/02/2010, conti. comp. in proc. Guida, Rv. 246782) Sez. PRIMA PENALE, Sentenza n.17939 del 07/05/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:17939PEN), udienza del 30/01/2024, Presidente BONI MONICA  Relatore CURAMI MICAELA SERENA

15 Mag

Polizia Giudiziaria: Rapina impropria la violenza o la minaccia possono realizzarsi anche in luogo diverso

Infatti, questa Corte – in relazione alla nozione di immediatezza’ – ha, in più occasioni affermato che “nella rapina impropria, la violenza o la minaccia possono realizzarsi anche in luogo diverso da quello della sottrazione della cosa e in pregiudizio di persona diversa dal derubato, sicché, per la configurazione del reato, non è richiesta la contestualità temporale tra sottrazione e uso della violenza o minaccia, essendo sufficiente che tra le due diverse attività intercorra un arco temporale idoneo a realizzare, secondo i principi di ordine logico, i requisiti della quasi flagranza e tale da non interrompere il nesso di contestualità dell’azione complessiva posta in essere al fine di impedire al derubato di rientrare in possesso della refurtiva o di assicurare al colpevole l’impunità» (cfr., Sez. 2, n. 30127 del 09/04/2009, Scalvini, Rv. 244821; Sez. 2, n. 40421 del 26/06/2012, Zappala, Rv. 254171; Sez. 2, n. 43764 del 04/10/2013, Mitrovic, Rv. 257310; Sez. 7, n. 34056 del 29/05/2018, Belegrouh, Rv. 273617; Sez. 2, n. 30775 del 10/05/2023, Spagnuolo, Rv. 285038 – 02). Invero, come è stato precisato, «ciò comporta che sia ancora in atto non la sottrazione, bensì l’assicurazione dell’impossessamento della cosa, o che sia in corso di svolgimento la reazione difensiva privata o repressiva pubblica» (Sez. 2, n. 3721 del 18/05/1990, Villa, Rv. 186764). Pertanto, «il requisito della “immediatezza”, richiesto dalla norma incriminatrice, non deve essere inteso in senso rigorosamente letterale, ma deve essere posto in relazione allo scopo perseguito di assicurarsi il possesso della cosa sottratta ovvero l’impunità» (Sez. 6, n. 2410 del 25/06/1999, Concas, Rv. 214926); infatti, tra la violenza costitutiva del reato e l’impossessamento deve sussistere “un nesso di causalità tale da avere carattere di strumentalità, sicché l’impossessamento sia diretta derivazione della violenza stessa» (Sez. 2, n. 42076 del 03/11/2010, Arillo, Rv. 248509).Sez. SECONDA PENALE, Sentenza n.18108 del 08/05/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:18108PEN), udienza del 27/02/2024, Presidente ROSI ELISABETTA  Relatore FLORIT FRANCESCO

11 Mag

Polizia Giudiziaria: Sequestro cellulare copia forense

Sempre in via preliminare, osserva, inoltre, il Collegio che, benché il telefono cellulare sia stato restituito al ricorrente, deve ritenersi sussistente il suo interesse ad impugnare. Va, al riguardo, ribadito che in caso di sequestro probatorio di un telefono cellulare contenente dati informatici e pur già restituito all’avente diritto previa estrazione di “copia forense”, sussiste di per sé l’interesse di questi a proporre riesame per la verifica della sussistenza dei presupposti applicativi della misura, senza necessità della dimostrazione relativa alla disponibilità esclusiva di quanto ivi contenuto, essendo lo smartphone un dispositivo destinato per sua natura a raccogliere informazioni personali e riservate (Sez. 6, n. 17878 del 03/02/2022, Losurdo, Rv. 283302). In tal caso, infatti, come già condivisibilmente affermato da questa Corte, quando il trattenimento della copia determina la sottrazione all’interessato della esclusiva disponibilità dell’informazione, il sequestro probatorio permane ed ha ad oggetto la copia informatica o la riproduzione su supporto cartaceo dei dati contenuti nell’archivio del dispositivo (cfr. Sez. 6, n. 24617 del 24/02/2015, Rizzo, Rv. 264093 in cui in motivazione, la Corte ha osservato che le disposizioni introdotte dalla legge 48/2008 riconoscono al “dato informatico”, in quanto tale, la caratteristica di oggetto del sequestro, di modo che la restituzione, previo trattenimento di copia, del supporto fisico di memorizzazione, non comporta il venir meno del sequestro quando permane, sul piano del diritto sostanziale, una perdita autonomamente valutabile per il titolare del dato). Si è, infatti, affermato, riconoscendosi la sussistenza dell’interesse all’impugnazione, che non è consentito sequestrare indistintamente il bene per realizzare una copia identica all’originale, con funzione meramente esplorativa, impedendo il successivo controllo sulla legittimità del sequestro sul presupposto della mera restituzione del contenitore dei dati (Sez. 6, n. 41974 del 14/02/2019, Guastella, Rv. 277372, in cui, in motivazione, la Corte ha precisato che la decisione di estrarre copia dei dati informatici è espressione di un’autonoma e discrezionale valutazione dell’autorità giudiziaria, che richiede l’indicazione della rilevanza probatoria di ciò che è stato acquisito e della pertinenza con gli ipotizzati reati). Sez. SESTA PENALE, Sentenza n.17312 del 24/04/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:17312PEN), udienza del 15/02/2024, Presidente COSTANZO ANGELO  Relatore TRIPICCIONE DEBORA

2 Mag

Polizia Giudiziaria: Arresto termine per la richiesta di convalida

«l’arresto in flagranza di reato si realizza nel momento in cui il soggetto è privato della libertà personale, dal quale decorre il termine per la richiesta di convalida di cui all’art. 390 cod. proc. pen., essendo irrilevante la circostanza che il verbale di arresto sia stato redatto in un momento successivo» (Sez. 3, n. 41093 del 30/01/2018, P., Rv. 274070). ll termine per la richiesta di convalida dell’arresto decorre dal momento della materiale apprensione fisica dell’arrestato e non da quello di redazione del relativo verbale. Sez. QUINTA PENALE, Sentenza n.17169 del 24/04/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:17169PEN), udienza del 22/01/2024, Presidente MICCOLI GRAZIA ROSA ANNA  Relatore BIFULCO DANIELA

29 Apr

Polizia Giudiziaria: Art. 314 cp Peculato appropriarsi delle provvigioni dei giochi che spettano allo stato 

Integra il delitto di peculato la condotta del gestore o dell’esercente degli apparecchi da gioco leciti di cui all’art. 110, sesto e settimo comma, TULPS, che si impossessi dei proventi del gioco, anche per la parte destinata al pagamento del Prelievo Erariale Unico (PREU), non versandoli al concessionario competente, in quanto il denaro incassato appartiene alla pubblica amministrazione sin dal momento della sua riscossione (Sez. U. n. 6087 del 24/09/2020, dep. 2021, Rubbo, Rv. 280573, la quale, in motivazione, ha precisato che il concessionario riveste la qualifica formale di “agente contabile” ed è incaricato di pubblico servizio, funzione cui partecipano il gestore e l’esercente essendo loro delegate parte delle attività proprie del concessionario). Sez. SESTA PENALE, Sentenza n.16947 del 23/04/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:16947PEN), udienza del 26/03/2024, Presidente GIORDANO EMILIA ANNA  Relatore DI GIOVINE OMBRETTA

19 Apr

Polizia Giudiziaria: Art. 384 cpp Fermo di indiziato di delitto pericolo di fuga

«In tema di convalida del fermo di indiziato di delitto, la fondatezza del pericolo di fuga va verificata con valutazione “ex ante”, desumendo da elementi concreti la rilevante probabilità che l’indagato si potesse dare alla fuga» (Sez. 2, n. 52009 del 04/10/2016, P.M. in proc. Grosso, Rv. 268511 che, in applicazione del principio, ha ritenuto legittimo il fermo di indiziato del delitto di tentata rapina aggravata, risultato irreperibile dopo le ricerche immediatamente svolte dalla polizia giudiziaria, considerando irrilevante la sua successiva costituzione in carcere, in quanto intervenuta dopo la concretizzazione del pericolo di fuga). Siffatto pericolo non può, invece, essere presunto sulla base del titolo di reato in ordine al quale si indaga, ma deve essere fondato su elementi specifici, ossia dotati di capacità di personalizzazione, desumibili da circostanze concrete (Sez. 2, n. 26605 del 14/02/2019, Hossain Md Moynul, Rv. 276449 – 02). Sez. PRIMA PENALE, Sentenza n.14682 del 09/04/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:14682PEN), udienza del 01/03/2024, Presidente APRILE STEFANO  Relatore ALIFFI FRANCESCO

17 Apr

Polizia Giudiziaria: Art. 384 cpp  Fermo di indiziato di delitto

Il fermo realizza un’anticipazione rispetto alla tempistica cautelare, essendo materialmente disposto quando non sia possibile attendere lo svolgimento dell’ordinario iter restrittivo e sussista un fondato pericolo che il destinatario della misura vi si sottragga. I suoi tratti tipici sono costituiti, dunque, per un verso, dall’esistenza di uno sfondo indiziario qualificato e circostanziato, per altro verso, dal ragionevole pericolo che il soggetto possa sottrarsi alle esigenze investigative, desumibile non soltanto dal titolo del reato, ma da specifici elementi direttamente riferibili al fermato (da ultimo Sez. 2, n. 26605 del 14/02/2019, Hossain Moynu, Rv. 276449). Sez. PRIMA PENALE, Sentenza n.14682 del 09/04/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:14682PEN), udienza del 01/03/2024, Presidente APRILE STEFANO  Relatore ALIFFI FRANCESCO

9 Apr

Polizia Giudiziaria: Identificazione indagato da parte della  P.G.

L’identificazione dell’indagato ad opera della polizia giudiziaria è validamente operata sulla base delle dichiarazioni dallo stesso fornite, perché il ricorso ai rilievi dattiloscopici, fotografici o antropometrici, o ad altri accertamenti, si giustifica soltanto in presenza di elementi di fatto che facciano ritenere la falsità delle indicate dichiarazioni (Sez. 4 n. 19047 del 29/03/2017 Rv. 269887 – 01, Bianchi; Sez. 5, n. 20759 del 05/05/2010, Faliti, Rv. 24761401; Sez. 2, n. 37103 del 13/06/2003, Dallandyshja, Rv. 22680501; Sez. 2, n. 8105 del 26/04/2000, Perdichizzi, Rv. 21652201; Sez. 3, n. 7854 del 03/06/1998, Manssori E, Rv. 21135601; Sez. 1, n. 9936 del 14/10/1997, Oronely, Rv. 20876401; Sez. 1, n. 3935 del 13/03/1995, Yakham, Rv. 20186701)

Sez. QUARTA PENALE, Sentenza n.12179 del 25/03/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:12179PEN), udienza del 29/02/2024, Presidente PICCIALLI PATRIZIA  Relatore CALAFIORE DANIELA

13 Mar

Polizia Giudiziaria: Querela la volontà di chiedere la punizione del colpevole non è sottoposta a particolari formalità

Come è noto, la volontà di chiedere la punizione del colpevole non è sottoposta a particolari formalità e può ricavarsi dall’esame dello stesso atto di querela. Invero, «in tema di reati perseguibili a querela, la sussistenza della volontà di punizione da parte della persona offesa non richiede formule particolari e, pertanto, può essere riconosciuta dal giudice anche in atti che non contengono la sua esplicita manifestazione, i quali, ove emergano situazioni di incertezza, vanno, comunque, interpretati alla luce del “favor querelae”» (Sez. 5, n. 2665 del 12/10/2021, dep. 2022, PMT c/ Baia Antonio, Rv. 282648)). Sez. QUARTA PENALE, Sentenza n.8290 del 26/02/2024 (ECLI:IT:CASS:2024:8290PEN), udienza del 13/12/2023, Presidente CIAMPI FRANCESCO MARIA  Relatore DAWAN DANIELA